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Cosenza: De Angelis come Mimmo Toscano, si può fare

Cosenza: De Angelis come Mimmo Toscano, si può fare

L’attuale allenatore del Rende è un emergente, ex giocatore del Cosenza in serie B, che ha lanciato tanti giovani e che, col Marino nella passata stagione, ha entusiasmato mettendo alle corde la Salernitana. Ecco perché il romano può essere l’erede di Toscano.
de angelis
Costantino, Favarin e tanti altri. Il dopo Gagliardi è diventato un rebus di non facile soluzione. Il Cosenza è in cerca di un allenatore, il quinto della gestione Guarascio dopo Patania, Florio, Napoli e proprio Gagliardi. L’identikit è il seguente: giovane e capace di saper lavorare con i giovani in una piazza difficile come Cosenza. Un emergente che, a differenza di qualche big della categoria, è pronto a mettersi in discussione senza grandi pretese e che conosce bene l’ambiente. Una mossa che somiglia tanto a quella che portò Mimmo Toscano, all’epoca 36enne, dalla giovanili del Rende sulla panchina del Cosenza in una calda estate del 2007 con un campionato di serie D da vincere, a tutti i costi. E Toscano ne vinse ben due consecutivi entrando nella storia del club silano. Oggi Toscano è l’allenatore della Ternana in serie B e a Cosenza si cerca ancora il suo erede. A distanza di alcuni anni ecco un romano di 39 anni (che con Toscano si incrociò a Cosenza nel 1999) pronto a prendere il testimone: Stefano De Angelis. De Angelis è un allenatore moderno capace di valorizzare il materiale a sua disposizione. Allenatore giovane e se vogliamo, visto che è ancora all’inizio della sua nuova carriera, anche meno costoso di chi in questi giorni ha avanzato grosse pretese. Probabilmente la soluzione De Angelis sarebbe l’ideale per la panchina del Cosenza. Nella passata stagione il tecnico romano ha iniziato dalla juniores del Città di Marino che ha guidato fino ad ottobre e che, proprio grazie al suo lavoro, è riuscita a diventare campiona d’Italia (nella rosa figuravano diversi giovani cosentini portati da De Angelis: De Brasi, Chiari, Grisolia, Copponi) . Visto l’ottimo lavoro, ad ottobre della passata stagione, viene chiesto a De Angelis di salire di grado per guidare la prima squadra. Il Marino galleggia tra bassa e media classifica. Con il tecnico romano la risalita è immediata fino a raggiungere il secondo posto ad un punto soltanto dalla corazzata Salernitana in serie D. A fine stagione De Angelis decide di ritornare a Cosenza accettando l’offerta del Rende in Eccellenza dimostrando di volersi mettere in discussione ancora una volta. Un allenatore coraggioso lo ha definito qualcuno. E il coraggio, si sa, spesso viene premiato. Lo seguono anche i calciatori cosentini che prima giocavano per il Marino. Tra questi il forte portiere De Brasi (cercato dal Cosenza anche nel mercato invernale). Un’altra stagione da protagonista per l’ex terzino del Cosenza in B. Il Rende occupa le posizione alte e guadagna l’accesso ai Play-Off. Tra i giovani valorizzati dal tecnico c’è Di Finizio (classe 1994) ex capitano del Marino juniores campione d’Italia nella passata stagione.
MODULO. De Angelis un anno fa a Marino ha adottato due moduli: il 3-4-3 e il 4-3-3. Del resto la squadra, ricca di giovani, consentiva all’allenatore di poter variare. Così come la duttilità dei difensori. Tra questi Paolacci, centrale di difesa classe 1985, capace finanche di segnare 6 reti a fine stagione (quest’anno 9 con il Frascati in serie D). Da segnalare anche l’esplosione della giovane punta esterna classe 1990 Angelilli (poi acquistato dalla Reggina) capace di portare il suo bottino di reti a 16 stagionali. Senza dimenticare il giovane classe 1994 Amendola. Quest’anno, a Rende, De Angelis ha optato per il 4-2-3-1 a testimoninanza di come sia un allenatore che si adegua al materiale che ha a disposizione cercando di trarne il massimo. Quello che riuscì a fare Toscano quando arrivò a Cosenza. Chissà che i silani, qualora sia De Angelis il nuovo tecnico, non abbiano trovato l’erede di Mimmo One. (L.S.)

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