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Cosenza, cresce il malumore tra i calciatori

Cosenza, cresce il malumore tra i calciatori

Tutti pretendono che vengano saldate le spettanze per intavolare trattative per il rinnovo. Arcidiacono e il suo procuratore nell’incontro dell’altro giorno hanno messo le cose in chiaro.
cosenza-paternò3Uno scatto della vittoria del Cosenza ottenuta contro il Paternò al San Vito (foto mannarino)
Inizia a serpeggiare un certo malumore tra i calciatori che hanno onorato la maglia rossoblù nella scorsa stagione. La causa è sempre economica perché, come ormai è di dominio pubblico, Guarascio e Quaglio ad oggi non hanno ancora rispettato le scadenze indicate circa il pagamento degli stipendi. Nel famoso colloquio con lo spogliatoio in cui strapparono un sì al gruppo per dilazionare i bonifici, presero accordi per corrispondere tutto febbraio entro il 20 maggio e un acconto di marzo entro il 31. Fino a stamattina, i fortunati che possono vantare per intero sei mensilità incassate su dieci sono pochissimi. Inoltre, nel faccia a faccia con Arcidiacono e il suo procuratore Cicchetti, presidente, amministratore delegato e dg in pectore hanno tastato con mano come stanno le cose. Biccio, circa la sua permanenza in rossoblù, ha ribadito di voler onorare la parola data a Guarascio nell’incontro tenutosi a Lamezia in cui accettò la decurtazione dell’ingaggio, ma a questo punto pretende che gli venga saldato il pregresso. Perché? Semplice, il club non ha mantenuto una semplice promessa: garantirgli mese per mese quanto fu pattuito. Il motivo che rende difficile il rinnovo del furetto catanese è questo, del resto come si può parlare di futuro se c’è il passato che incombe? La posizione degli altri calciatori è abbastanza chiara: farebbe piacere a tutti restare al San Vito, ma solo a certe condizioni. Rispetto ad un anno fa, quando tutti accettarono di andare incontro alle esigenze di Viale Magna Grecia, non ci saranno sconti e nemmeno “sì” alla proposta di spalmare i crediti residui nella stagione 2013-2014. Per il prossimo campionato, inoltre, i big chiederanno garanzie. Se dovesse essere Quaglio ad agire in prima persona per allestire l’organico, il fuggi-fuggi sarebbe generalizzato. (Luca Sini)

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