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La notte porta consiglio a Mangiarano. Si va verso la firma del contratto

La notte porta consiglio a Mangiarano. Si va verso la firma del contratto

Se il dg in pectore del Cosenza avrà carta bianca o dovrà subire gli sconfinamenti di Quaglio lo dirà soltanto il tempo. Ieri ha chiesto a Guarascio di cambiare registro.
porta del sanvitoLa rete del San Vito. Per giocare in Prima Divisione dovrà essere gonfiata a ripetizione
La riunione che ha visto Guarascio, Quaglio e Mangiarano seduti ad uno stesso tavolo sembra aver partorito un topolino. Nel senso che soltanto il tempo dirà se il nuovo direttore generale del Cosenza potrà lavorare in tutta autonomia, così come il suo ruolo richiede, o se dovrà subire gli sconfinamenti dell’avvocato Quaglio. Fatto sta che nel lungo summit tenuto ieri intorno ad ora di cena, il presidente Guarascio e il suo più fido collaboratore hanno provato ad evitare che la situazione degenerasse. Scapicollarsi ad annunciare la rottura col passato senza che il diretto interessato avesse dato l’ok, è stato di per sé un autogol. Intollerabile sarebbe risultato, inoltre, il rifiuto di ricoprire il ruolo indicatogli da parte del vecchio segretario del 1914. In giornata dovrebbe arrivare la tanto agognata firma sul contratto, poi Mangiarano dovrebbe mettersi a lavoro in maniera ufficiale. Gli interrogativi più grossi da sciogliere sono due: i rapporti di forza con Quaglio e la forza economica messa a disposizione da Guarascio. Nei primi incontri con i procuratori gli esiti sono stati negativi, in più quando un calciatore come Mosciaro (cosentino ed attaccato alla maglia) dice di “aspettare al massimo dieci giorni e di pretendere garanzie anche tecniche per il futuro”, è lecito preoccuparsi. Ad ogni modo, il bomber rossoblù è forse quello che ha maggiori possibilità di restare a Cosenza. Per convincere Guadalupi e soprattutto Arcidiacono, il presidente dovrà mostrarsi molto convincente. Mangiarano gli ha chiesto di cambiare registro, allora è lecito aspettarsi una puntualità diversa nei pagamenti degli stipendi e un freno alle mire espansionistiche dell’ad Quaglio. (Luca Sini)

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