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Cosenza in Lega Pro? Guarascio può passare dalle parole ai fatti

Cosenza in Lega Pro? Guarascio può passare dalle parole ai fatti

Ecco la nuova graduatoria, i Lupi sono messi bene. Presentando a Roma la domanda di ripescaggio e garantendo gli 800mila euro necessari, i rossoblù possono ambire davvero al salto di categoria. Dipende tutto dal presidente che può stupire per la prima volta tutti quanti.
guarascio a lamezia col sambiaseIl presidente Guarascio dimostri che tiene davvero al ripescaggio e non solo a parole
Adesso il Cosenza, se davvero vuole perseguire la strada del ripescaggio, deve passare dalle parole ai fatti. Il presidente Guarascio, subito dopo la sconfitta con la Casertana, ha fatto riempire il sito ufficiale di proclami che annunciavano ugualmente il tentativo di guadagnare una categoria. Andrà a Roma da Macalli per capire se ci sono gli spiragli per l’accesso in Lega Pro, cosa che effettivamente sembrano esserci tutti stavolta. Potrebbe non bastare però mettere sul tavolo 100mila euro a fondo perduto, cifra che rappresenta l’acquisizione della categoria, e due fidejussioni (la prima, di 400mila euro, è per l’iscrizione, la seconda, di 300mila, andrebbe a copertura parziale degli ingaggi dei calciatori). Bisognerà sperare che dopo l’esclusione di Andria, Borgo a Buggiano, Treviso e Campobasso, anche qualche altro sodalizio tra Nocerina, Aurora Pro Patria, Tritium, Vicenza, Bellaria Igea Marina, Chieti, Rimini e Portogruaro non completi l’iscrizione. Entriamo però nel dettaglio. Alla fine della stagione 2012-2013, questo era l’ordine della formazioni che potevano ambire al ripescaggio:
Virtus Verona, Gavorrano, Casertana, Hinterreggio, Turris, Vallée d’Aoste, Castelfranco, Foligno, Santhià, Fano, Matera, Aversa Normanna, Viterbese, Casale, Cosenza.
Il club rossoblù era in quindicesima posizione, ma in virtù del regolamento che vieta di prendere in considerazione le domande delle squadre che hanno già usufruito di un ripescaggio nelle scorse stagioni, che hanno scontato punti di penalizzazioni e che hanno sfruttato il ramo d’azienda, l’elenco si è assottigliato ulteriormente. Ad esempio il Fano ha già chiesto il ripescaggio negli ultimi anni e, quindi, seppur facesse la domanda, non verrebbe accolta. In più alcuni club come Turris e Viterbese hanno rinunciato a priori a battere la strada in questione, mentre la Vallée d’Aoste ha il problema dello stadio e il Matera è stato punito per illecito sportivo (a breve si discuterà il terzo grado di giudizio, ndr). Il Casale, inoltre, è destinato a ripartire da una serie ancora più bassa di quella rimediata sul campo (cioè la D) perché i soci non hanno ricapitalizzato per appianare le perdite. Da una prima scrematura, si potrebbe riformulare così la lista di potenziali aspiranti:
Virtus Verona, Gavorrano, Casertana, Hinterreggio, Castelfranco, Foligno, Santhià, Aversa Normanna, Cosenza.
Tra queste, il Foligno versa in una gravissima crisi economica tanto che è in dubbio perfino l’iscrizione alla D, l’Hinterreggio ha lo stesso problema di un anno fa (deve pagare la Reggina per poter giocare al Granillo, ndr) e piccole realtà come Castelfranco e Santhià dovrebbero rinunciare. Il Cosenza si ritroverebbe di colpo alle porte del professionismo con un tecnico che ha già dimostrato di poter fare la voce grossa anche in Seconda divisione. Tocca a Guarascio, pertanto, passare alle vie di fatto. Forse sarebbe la prima volta. (Luca Sini)

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