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Mirabelli sostiene Marino: “E’ un grande, ma prenda in pugno la situazione”

Mirabelli sostiene Marino: “E’ un grande, ma prenda in pugno la situazione”

Il nuovo collaboratore del Sunderland: “Il Cosenza ha il dovere morale di sfruttare il ripescaggio per accedere alla Lega Pro, il dubbio non esiste”. Un passaggio sull’amico Mangiarano vicino al Padova: “In Italia è tra i primi cinque esperti di carte federali”.
mirabelli giacca e cravattaMassimiliano Mirabelli, ora collaboratore dell’area tecnica del Sunderland in Premier League
In una lunga intervista rilasciata a Calabria Ora, l’ex direttore generale del Cosenza Massimiliano Mirabelli parla del suo passaggio da osservatore dell’Inter a collaboratore dell’area tecnica del Sunderland, ma non dimentica il suo vecchio club. “Farò parte di un gruppo di lavoro. Al vertice della società c’è il director of football, che da noi è De Fanti (un vecchio agente Fifa che operava nel nord Europa e nell’est a cui è stata data la possibilità di gestire il club), mentre la parte tecnica è gestita dal chief scout, nel nostro caso Angeloni (ex capo degli osservatori dell’Inter nonché fautore del miracolo-Udinese). Oltre a me, interagiranno con lui pure Antonio D’Ottavio (ex capo osservatore al Torino), Raffaello Papone e Franco Pulin (entrambi all’Inter)”. Mirabelli nell’intervista legge le carte della Serie A e parla di mercato, ma nel finale si sofferma sul sodalizio rossoblù di cui è stato per tre anni al vertice. “Il ripescaggio in Seconda divisione? Per il Cosenza tale interrogativo non dovrebbe neppure esistere – spiega – Laddove puoi disputare un campionato superiore devi farlo e basta. Non possiamo pensare ad una D o ad una Lega Pro preoccupandoci di potenziali antagoniste: sono gli altri a doversi attrezzare per competere con i rossoblù. La squadra “Cosenza” pone l’obiettivo a prescindere: in D primo con distacco, in Lega Pro tra i primi otto in base alla riforma. Per cortesia, non c’è da discutere su questo argomento”. Parole al miele verso Ciccio Marino: “Eccellente dal punto di vista tecnico ed umano. Gli ho detto di essere decisionista come compete il ruolo che occupa. Se non lo sarà, avrà fallito in partenza. Nel suo ambito, nei suoi parametri, deve decidere lui cosa fare. Questo, sebbene sia stato in Inghilterra, so già che non sta accadendo. Da fratello, gli ribadisco che le colpe poi ricadranno soltanto su di lui”. Ultimo passaggio dedicato al suo amico di sempre Giuseppe Mangiarano, in procinto di passare al Padova. “E’ cresciuto scalando le categorie a partire dall’Eccellenza. Ha conosciuto la Serie A, ma gli manca la B. Gli auguro di fare il segretario generale tra i cadetti perché secondo me avrebbe commesso un errore a diventare il dg dei Lupi. Giuseppe in Italia è tra i primi cinque per competenza in carte fderali e presto lo vedremo su palcoscenici importanti”. (co. ch.)

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