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Parisi, lacrime di capitano: “Mi tolgono la fascia, ma non il ricordo degli anni più belli”

Lo storico difensore del Cosenza affida al suo profilo Facebook un toccante messaggio rivolto alla tifoseria che lo ha apprezzato prima come uomo e poi come calciatore.
festa parisi2Aniello Parisi e la fascia di capitano che gli resterà tatuata sul braccio (foto mannarino)
Aniello Parisi è lontano da Cosenza. E’ in vacanza a Bruxelles con la famiglia, ma la testa vola sempre lì, al San Vito, a quello spogliatoio che è come una seconda casa per lui. A due gironi dal ritiro è lontano anche dal Cosenza, da quella squadra per cui ha lottato contro attaccanti di ogni rango. Da bomber che hanno fatto fortuna in Serie A a centravanti di quarta serie dimenticati da Dio. Oggi ha affidato al suo profilo Facebook un toccante messaggio alla città, la sua città, e ai tifosi. Non c’è dubbio che le parole del “capitano” siano arrivate fin dentro le stanze di Via degli Stadi e sulla scrivania dell’avvocato Quaglio… Questo il testo integrale: “Ho vestito per 10 anni la maglia del Cosenza, portandola con onore e con orgoglio in tutti gli stadi d’Italia, dal “San Paolo” di Napoli al “Novara” di Ribera, sempre fiero di indossarla ed onorarla e sempre immensamente felice di esserne il capitano. Sono entrato nei primi cinque giocatori con più presenze in campionato con la maglia del Cosenza ed ho sempre anteposto il bene della squadra a qualsiasi altro interesse, sia di natura personale che professionale. Ho condiviso con il pubblico rossoblu la passione per il Cosenza in ben quattro categorie diverse, senza mai tirami indietro e non smetterò mai di ringraziare la città ed il pubblico per l’affetto che in questi lunghi anni mi è stato dimostrato. Adesso hanno pensato bene di negarmi l’ultima gioia e l’ultimo desiderio di calciatore rimastomi, la disputa dell’ultimo campionato della mia lunga carriera con la maglia del Cosenza, nell’anno del centenario , magari, indossarne ancora per una volta, la fascia di capitano, ma una cosa non potranno togliermi mai ed è il ricordo di questi anni, la stima di tanta gente ed il vostro urlo “La vinciamo noi, la vinciamo noi” che mi è rimasto dentro impresso come un ricordo indelebile. Vorrei ringraziarvi personalmente tutti, uno per uno, e da primo tifoso dei lupi, vi (e mi) auguro di poter risalire sempre più in alto. Grazie di cuore a tutti e sempre “Forza Lupi“. (co. ch.)

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