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Lega Pro 2013/2014: in Seconda Divisione sarà una mattanza

Lega Pro 2013/2014: in Seconda Divisione sarà una mattanza

Decisi i criteri di retrocessione in serie D. Le ultime sei retrocederanno direttamente insieme ad ulteriori tre squadre per ciascun girone che saranno definite a seguito dei play-out.
legaprologo
In tanti sfogliano la margherita. Conviene o non conviene andare in Seconda Divisione? Soprattutto le pretendenti al ripescaggio si interrogano. Soldi sul tavolo e mani strette sul volante. Chi arriva al traguardo può tirare un sospiro di sollievo e godersi la Lega Pro Unica; chi sbanda è costretto a fare mea culpa e ripiombare nell’inferno dei dilettanti insieme a tante, forse troppe, squadre di categoria superiore. A differenza di quanto registrato in questi ultimi anni la stagione 2013/2014 sarà ricordata come quella della “mattanza”. Potare i rami secchi è la frase che sta accompagnando la gestione Macalli. E visti i criteri che verranno adottati, beh, c’è da crederci. Innanzitutto va precisato che per la prossima stagione in Prima Divisione non saranno previste retrocessioni. Ma quello che più interessa al Cosenza, qualora venga ripescato, sono i criteri di retrocessione in Seconda Divisione. Precisato che non ci saranno promozioni, le prime otto squadre di ogni girone potranno festeggiare la salvezza e andare in vacanze in attesa della versione 1.0 della Lega Pro Unica. Le altre inizieranno il calvario che porterà le ultime sei alla retrocessione definita in serie D. Per la nona, decima, undicesima e dodicesima classifica ci saranno da giocare i Play-Out con tre squadre su quattro che saranno condannate ai dilettanti. I play-out saranno disputati con la seguente formula: la squadra nona classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra dodicesima classificata; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra dodicesima classificata; la squadra decima classificata disputa una gara di andata ed una gara di ritorno con la squadra undicesima classificata; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra undicesima classificata; a conclusione delle due gare di cui ai punti 1) e 2), in caso di parità di punteggio, dopo le gare di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità viene considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del campionato; in caso di parità di punteggio fra due o più squadre, mediante la compilazione di una graduatoria (c.d. “classifica
avulsa”) fra le squadre interessate, tenendo conto dell’ordine: dei punti conseguiti negli incontri diretti; a parità di punti, della differenza tra le reti segnate e quelle subite negli stessi incontri; della differenza fra reti segnate e subite negli incontri diretti fra le squadre interessate; della differenza fra reti segnate e subite nell’intero Campionato; del maggior numero di reti segnate nell’intero Campionato; del minor numero di reti subite nell’intero Campionato; del maggior numero di vittorie realizzate nell’intero Campionato; del minor numero di sconfitte subite nell’intero Campionato; del maggior numero di vittorie esterne nell’intero Campionato; del minor numero di sconfitte interne nell’intero Campionato. Infine le squadre vincenti nelle gare di cui ai punti 1) e 2) disputeranno una finale, articolata in una gara di andata ed una gara di ritorno; la gara di andata viene disputata sul campo della squadra con la peggior classifica di Campionato; per ultimo le squadre che risultano perdenti nelle gare di cui ai punti 1), 2) e 3), verranno classificate, rispettando l’ordine acquisito nella graduatoria al termine del Campionato, e, conseguentemente, retrocedono nel Campionato Nazionale Dilettanti.
EQUILIBRIO COMPETITIVO. Ai fini di salvaguardare l’equilibrio competitivo dei Campionati dei due gironi di Prima Divisione e dei due gironi di Seconda Divisione, la Lega Pro adotterà, nel rispetto in ogni caso di quanto disposto dal D.Lgs. 9/2008, un sistema, sia premiale che disincentivamente, di carattere economico prevedendo peculiari forme di distribuzione delle risorse, in funzione del posizionamento in classifica. (Giuliano Spadafora)

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