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Dall’Alalà del Podestà Arnoni al ripescaggio del ’78. Lunedì sarà il quarto della storia (III parte)

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Nell’estate del 1953 al Cosenza fu risparmiata l’onta della retrocessione in Promozione grazie al ripescaggio in IV Serie. A salvare parzialmente la faccia fu il fallimento dello Stabia.
lecce biagio salutaIl presidente Biagio Lecce mentre saluta il pubblico rossoblù prima delle dimissioni nel ’52
Il Cosenza che nel 1952-1953 si apprestava a disputare il campionato di IV Serie girone H (l’attuale Serie D), aveva alle spalle già il ripescaggio del 1930 in Prima divisione (clicca qui) e l’ammissione in Serie C del 1935 (clicca qui). Nel 1952 i rossoblù tornarono tra i dilettanti a margine di un campionato orribile che culminò con la retrocessione. Chi pensava che nella stagione seguente ci sarebbe stata un’immediata risalita, restò deluso come raramente avvenne nella storia dello sport cittadino.
1953. Dopo che il Comitato provvisorio lasciò il timone del club, la presidenza passò al Commendatore Biagio Lecce che da subito mise le carte in chiaro: “Vista la situazione finanziaria, non posso restare al vertice del sodalizio silano“. La soluzione fu trovata nominando Carlo Leonetti Commissario straordinario. Si barcamenò tra situazioni al limite del ridicolo e, senza alcuna disponibilità finanziaria dovuta anche al ritardo dei contributi del Comune promessi dal sindaco Clausi Schettini, affidò la squadra ad Andrea Kutic. Fu in assoluto il peggior campionato di sempre dal dopoguerra ad oggi, eccezion fatta per il successo per 8-1 sulla Nocerina. Il punto più vergognoso fu toccato nel sentitissimo derby contro la Catanzarese, pareggiato 1-1. Il pari non servì a niente in ottica salvezza ai rossoblù, mentre permise alle Aquile di volare verso quella promozione poi centrata a fine campionato. Il Cosenza retrocesse insieme a Palmese, Barcellona ed Acireale in modo incredibile. All’ultima giornata, contro i siciliani già in Promozione (all’epoca non esisteva l’Eccellenza, ndr) bastava un punto, invece arrivò un altro 1-1. Alla rete iniziale di Barca replicò un’autorete di Pavesi. Fu la prima e l’unica retrocessione in Promozione del sodalizio rossoblù, a cui l’estate del ’53 evitò l’umiliazione di doversi confrontare in una categoria non consona alle ambizioni della sua tifoseria. Capitò, infatti, che l’Ac Stabia retrocesse in un biennio dalla D alla IV Serie, ma, travolta dai debiti, non riuscì ad iscriversi al massimo torneo dilettantistico nazionale. Entro il 31 agosto avrebbe dovuto sanare un gap di 28 milioni di lire, che la portò successivamente al fallimento il 23 dicembre. La Società Sportiva Juventus Stabia, già affiliatasi alla Lega Regionale Campana nel 1945 nei campionati di Prima Divisione e al momento dei fatti disputante la Promozione Campana 1952-1953 nella quale arrivò 10ª nel girone B, ritrovatasi ad essere il principale club cittadino, ereditò la tradizione sportiva della vecchia società stabiese. Il Cosenza invece fu ripescato e continuò a giocare in IV Serie fino al 1958. (Luigi Brasi)
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