Tutte 728×90
Tutte 728×90

Dall’Alalà del Podestà Arnoni al ripescaggio del ’78. Lunedì sarà il quarto della storia (V parte)

Dall’Alalà del Podestà Arnoni al ripescaggio del ’78. Lunedì sarà il quarto della storia (V parte)

E’ singolare che il Cosenza abbia usufruito di un ripescaggio in Seconda divisione nel primo e nell’ultimo anno in cui la categoria in questione è esistita.
78-79Una formazione del Cosenza ’78-’79. Lattuada, Braglia e Canetti hanno i baffi
Prima di affrontare l’ultima parte dello speciale dello speciale di Cosenzachannel.it, è giusto tirare le somme. I Lupi hanno usufruito di un’ammissione in Serie C nel 1935 (clicca qui), sfruttato in Serie B la retrocessione all’ultimo posto del Novara per illecito nel 1962 (clicca qui) e usufruito tre volte di un ripescaggio: nel 1930 in Prima divisione (clicca qui), nel 1953 in IV Serie (clicca qui) e, in ultimo, nel 1978 nella vecchia Serie C2.
1978. E’ singolare, alla luce di quanto accadrà lunedì prossimo nel Consiglio Federale, che il Cosenza chiuda la sua esperienza in Seconda divisione (o C2 che dir si voglia) con un ripescaggio. A distanza di 35 anni, infatti, il presidente Guarascio farà quello che fece il Commissario straordinario Osvaldo Siciliano. Nel torneo 1977-1978 la situazione economica del club era disastrosa e giammai si sarebbe potuto pensare ad un ripescaggio oneroso (gli unici due casi per i rossoblù sono stati quello attuale e quello del lontano 1930). La squadra non andò oltre un inutile quinto posto nel girone I della Serie D che, però, nel corso dell’estate assunse un significato completamente opposto. In virtù della riforma della Serie C, si creò un ulteriore scalino tra la B e il dilettantismo. Le squadre classificate nella stagione ’77-’78 dal tredicesimo al ventesimo posto diedero vita insieme alle compagini provenienti dalla categoria inferiori a quattro gironi da 18 ciascuno. Il Cosenza, insieme al Messina arrivato alle spalle dei rossoblù, fu ripescato per meriti sportivi insieme ai cugini del Rende che trionfarono invece nel girone campano. I biancorossi esultarono nuovamente in Serie C2 classificandosi al primo posto, mentre i Lupi annasparono a centroclassifica. Condizionato dalla disastrosa situazione economica, il Cosenza decise di puntare tutto sui giovani, a partire dall’allenatore Soncini. La scelta non fu delle migliori, tanto che dalla 29esima giornata gli subentrò Gramoglia. Scontata la squalifica del campo di un anno e mezzo, i rossoblù tornarono a giocare al San Vito tra l’entusiasmo del proprio pubblico. In quel campionato fece l’esordio uno striscione destinato a fare epoca: Commando Ultrà Prima Linea. Il tifo organizzato si assiepò in Tribuna B, salvo passare anni dopo in Curva Sud. Fu l’inizio, per così dire, dell’era moderna per il Cosenza Calcio. (Luigi Brasi)
– fine –

Related posts