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Dalla Sila al Sanvitino. Il primo giorno del “compagno” Capp

Dalla Sila al Sanvitino. Il primo giorno del “compagno” Capp

Il tecnico non ha perso tempo per conoscere le bellezze della Calabria ed ha mostrato personalità nel confronto con i tifosi. In comune con loro ha un’indole libertaria e di sinistra.
cappellacci primo giornoRoberto Cappellacci nel suo primo giorno di lavoro al San Vito (foto mannarino)
Ha portato la famiglia in Sila Roberto Cappellacci. Non ha perso tempo per conoscere le bellezze della terra di Calabria, ormai la sua nuova casa, e i monti che dominano la città di Cosenza. Quattro figlie ed una moglie per i boschi di Moccone e di Camigliatello, una passeggiata sul corso e gli assaggi “tipici” al mercato. Ad ogni bancarella un omaggio ed un bicchierino di vino: “All’inizio per cortesia compravamo ogni prodotto, poi abbiamo capito la tattica. Ma il cibo era fantastico” scherza il mister. Alle 16 un salto a Zumpano presso la sede operativa dislocata negli studi dell’avvocato Quaglio. E’ lì il centro nevralgico del mercato del Cosenza, dove il dg Marino riceve i calciatori e i procuratori, fuma mille sigarette al dì e non stacca l’orecchio dal telefonino. L’abbigliamento di Cappellacci al Sanvitino è d’ordinanza: cappellino per ripararsi dal solleone, t-shirt blu per i componenti dello staff tecnico e pantaloncini corti. Ai piedi scarpe da tennis, metti che ci scappa una corsa con i suoi ragazzi. Stringe la mano al giardiniere Pasquale Grandinetti e capisce subito quanto sia prezioso il manto erboso del San Vito per chi ne conosce ogni segreto da quarant’anni. Sul campo principale dà un’occhiata alle tribune, individua il settore ospiti e fissa il murales di Denis. “Quello è Bergamini? Gli hanno dedicato la curva?” chiede con interesse. Poi l’incontro con i tifosi, infastiditi dal fatto che la nidiata di Lupacchiotti sia stata mandata via. “Me ne assumo la responsabilità” dice rompendo gli indugi e spiegando il suo progetto a chi ha sfidato il caldo di agosto per vedere lui e la nuova squadra (ancora troppo poco numerosa) all’opera. Applausi e pacche sulle spalle. Il nuovo comandante della nave è diretto e senza fronzoli, almeno questo è quello che ha lasciato intendere nel suo primo giorno da cosentino acquisito. Andrà d’accordo con gli ultrà a prescindere dai risultati dal campo: in comune c’è l’essere anticonformista e un’indole libertaria e di sinistra. Allora buon lavoro, compagno Cappellacci e che con la bandiera rossa sventoli alta anche quella rossoblù. (Luca Sini)

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