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Ghirelli a muso duro: “L’1 settembre si sciopera? Partirebbero penalizzazioni”

Ghirelli a muso duro: “L’1 settembre si sciopera? Partirebbero penalizzazioni”

Il dg della Lega Pro risponde a Tommasi: “Nessuno obbliga i club a mantenere al di sotto dei 24 anni l’età media. Noi abbiamo delle regole e non credo che i club diserteranno l’esordio”.
ghirelli lega proIl direttore generale della Lega Pro Sergio Ghirelli non dà margine di trattativa
Non c’è assolutamente alcun margine di trattativa tra la Lega Pro e l’Associazione Italiana Calciatori di Damiano Tommasi. L’ex mediano della Roma aveva paventato l’altro giorno l’ipotesi di uno sciopero e che bloccherà i campionati di Prima e Seconda divisione qualora passasse la norma sull’età media di 24 anni. Non si è fatta attendere la risposta di Francesco Ghirelli, il direttore generale della Lega Pro: “Sono sicuro che l’1 settembre si giocherà – tuona dalle colonne della Gazzetta dello Sport – Le giornate iniziali servono ai club per incassare i primi soldi, necessari per coprire le spese di questi mesi e gli stipendi. Chi non sarà in regola con i pagamenti subirà penalizzazioni. E chi lo dirà ai tifosi? Davvero c’è qualcuno così folle da voler distruggere tutto? Eppoi ci sono le regole: chi non andrà in campo sarà sconfitto a tavolino”. L’assemblea dei presidenti molto probabilmente ratificherà la nuova norma a fine mese. “Non abbiamo rinnegato gli accordi con l’Aic perché non stiamo parlando della ripartizione dei contributi federali, che nella passata stagione furono di 16 milioni (75% in base al minutaggio dei giovani, 25% per i settori giovanili) e adesso non sappiamo a quanto ammonteranno – continua Ghirelli – Stiamo parlando, invece, dei proventi per la commercializzazione dei diritti tv, secondo la legge Melandri, che non sono pubblici, ma soldi dei presidenti. Si tratta di 23 milioni 300 mila euro e si è pensato di ripartirne una parte in base all’impiego dei giovani, perché la Lega Pro si è data questa mission. E’ un reato cercare di abbattere i costi, dare una mano alle Nazionali, riaprire il mercato del calcio ai più giovani? Con la riforma dei campionati, l’unica che il nostro Paese è stato in grado di proporre per tamponare la crisi, si perderanno circa 900 posti di lavoro: perché non è stato annunciato uno sciopero su questo?”. Dal canto loro, i calciatori ritengono che l’età media sarebbe discriminante e violerebbe le leggi sull’accesso al lavoro. “Le società non sono obbligate a fare giocare i giovani. Possono anche allestire una squadra di cinquantenni, rinunciando però a quella parte di contribuzione -chiude il dg – Dicono che anche noi siamo vecchi e dovremmo dare il buon esempio facendo spazio ai giovani? Forse hanno ragione… Ma dimenticano che tutti i loro diritti sono stati ottenuti grazie alla lungimiranza di Sergio Campana, 79 anni, presidente dell’Aic fino al 2011. Certe campagne personalizzate mi ricordano quelle che si facevano in Unione Sovietica o in Sudafrica. Quando non si hanno idee, si cerca un nemico. Che, molto spesso, è anche quello che dice la verità”. (co. ch.)

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