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Ghirelli ribadisce: “L’1 settembre si gioca”. Ma c’è una proposta all’Aic…

Ghirelli ribadisce: “L’1 settembre si gioca”. Ma c’è una proposta all’Aic…

Il dg della Lega Pro: “La meritocrazia è una scusa dei calciatori. Se il Psv contro il Milan ha schierato un’età media di 22,5 anni, può essere esagerata quella di 24-25?”. Però nell’incontro con Tommasi si è proposto di effettuare il calcolo su 10 giocatori anziché 11.
GhirelliIl direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli non si lascia intimorire
Ad una settimana esatta dal via al campionato, torna a parlare il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli. Il dirigente ha risposto alle domande e L’Ora della Calabria, non disdegnando anche qualche polemica con i calciatori che sarebbero sul punto di scioperare il prossimo 1 settembre, giorno d’inizio dei campionati. Ghirelli, nella sua carriera, tra i vari incarichi ricoperti è stato dg del Perugia, amministratore delegato del Bari, consigliere delegato della Lega Calcio, direttore generale della Federcalcio e direttore dei campionati del mondo di Volley 2010. C’è da segnalare, tuttavia, che La Lega Pro ha fatto una proposta all’Aic per smontare la protesta dei calciatori. In pratica il calcolo degli anni verrebbe fatto solo su 10 giocatori (i più giovani) e non su 11: in questo modo potrebbe giocare un over che non entra nei calcoli. E’ quanto è trapelato dopo l’incontro di venerdì a Firenze, voluto da Abete. Domani Tommasi dovrebbe dare una risposta, anche per capire se la minaccia di bloccare i campionati verrà confermata. Se ne parlerà poi mercoledì nel Consiglio federale e giovedì ci sarà l’assemblea delle società che voterà. Se ci sarà questa modifica, sono previsti riflessi sul mercato. Ecco l’intervista integrale.
Direttore, partiamo dalla notizia che sta facendo clamore in questo momento, cioè l’inserimento dell’età media nella Lega Pro. I tesserati minacciano lo sciopero e anche i giovani calciatori che, paradossalmente dovrebbero essere contenti, si sono schierati postando sui vari social network delle foto contro questa decisione. Non disdegnando anche le uscite televisive come su Sportitalia.
“Molto sinceramente penso che l’1 settembre si giocherà. Lo sciopero potrebbe essere un boomerang per i calciatori stessi e vado a spiegare i motivi. Dopo tre mesi di spese per le società, dovuti all’iscrizione, alla fidejussione e al mercato che stanno sostenendo, l’unica fonte di entrata, al momento, è quella dei botteghini. E, se non c’è questa entrata, come riusciranno le società a pagare gli emolumenti? Inoltre, il prossimo 15 settembre, la Covisoc farà i primi accertamenti alle varie aziende e se queste non hanno tutto in regola, andranno incontro a penalizzazioni. Quindi non credo che al momento sia opportuno, anche per i calciatori stessi, fare uno sciopero. Senza dimenticare che senza i botteghini entrate non ce ne sono prima di dicembre, quando dovrebbero arrivare i contributi della Lega e gennaio, quando, salvo imprevisti, dovrebbero entrare nelle casse quelli relativi ai diritti televisivi della legge Melandri”.
Ma perché la Lega Pro ha deciso di introdurre questa regola dell’età media?
“In un momento in cui la crisi è cavalcante e, molte famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese e i giovani in Italia sono senza lavoro, è giusto dare spazio ai talenti che ogni società professionistica possiede. Qui non si parla di meritocrazia, come leggo da diversi giorni, ma d’impedimento ai giovani di affermarsi. Prendo un esempio: se nel Psv, che ha giocato contro il grande Milan, l’età media era di 22,5 anni con diversi elementi sotto i 20 anni in campo, possiamo dire che in Lega Pro, l’età media di 25 e 24 anni sia esagerata? È possibile parlare di meritocrazia? Non credo proprio, questa mi sa tanto di una scusa. Che ne inventino un’altra, altrimenti così rischiamo di bloccare tutta l’Italia”.
Passiamo alla riforma che, dalla prossima stagione, farà diventare la Lega Pro unica con tre gironi da 20 squadre, come mai si è spinto tanto sotto questa direzione?
“Era da diversi anni che il presidente Macalli voleva questo cambiamento e, finalmente, c’è riuscito. Sottolineiamo nuovamente il fatto che siamo in un momento difficile sotto il profilo economico, dove le società, che sono vere e proprie aziende, non riescono ad avere un utile. Per molti anni si è speso molto di più delle possibilità che ognuna aveva e questo, adesso, ha determinato un deficit generale difficile da calcolare. In questo modo c’è la seria possibilità di valorizzare i giovani e avere meno uscite importanti che gravano e parecchio nei conti societari. In un momento dove è imprescindibile tirare la cinghia, e questo l’Aic lo deve capire, bisogna cercare in tutti i modi di arrivare ad una comunione d’intenti per far si che i presidenti investano ancora nel calcio. In questo modo è possibile. Ma ripeto che non si può parlare di meritocrazia, perché credo che un calciatore, a 24 o 25 anni, non si possa più considerare un giovane quando, davanti a sé, non ha 20 anni di carriera”. (co. ch.)

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