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Tommasi: “Domenica non giochiamo”. Macalli minaccia sanzioni

Tommasi: “Domenica non giochiamo”. Macalli minaccia sanzioni

L’ex romanista parla a nome di tutti i calciatori della Lega Pro: “La norma presenta chiari profili diillegittimità, crea discriminazioni nei confronti dei calciatori e false aspettative sui giovani”. Il patron: “Decidono i club, chi non scende in campo subirà conseguenze”.
tommasi aicDamiano Tommasi è il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori
“A seguito della riunione odierna l’AIC, stante il mancato accordo con la Lega Pro sui criteri distributivi delle risorse collegate all’utilizzo dei giovani, comunica che i calciatori di Lega Pro non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate il prossimo fine settimana per la prima giornata del campionato 2013/14. La norma che vorrebbe imporre una determinata età media complessiva per chi scende in campo – quale vincolo d’accesso ad una parte delle risorse – presenta chiari profili di illegittimità, crea discriminazioni nei confronti dei calciatori e false aspettative sui giovani, impoverendo il livello tecnico della categoria a discapito dello spettacolo e della meritocrazia. L’AIC confida ad ogni modo nella possibilità di condividere una norma che, anche nel rispetto degli impegni precedentemente assunti, faccia scendere in campo chi merita, permettendo una corretta politica di valorizzazione dei giovani e la regolare ripresa del campionato”. E’ la nota diramata dall’Aic a firma di Damiano Tommasi che di fatto paralizza i campionati di Prima e Seconda divisione che sarebbero dovuti partire domenica. A questo punto è fortemente a rischio la prima giornata di campionato nonostante le parole pronunciate l’altro giorno dal direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli. “Molto sinceramente penso che l’1 settembre si giocherà – aveva detto – Lo sciopero potrebbe essere un boomerang per i calciatori stessi e vado a spiegare i motivi. Dopo tre mesi di spese per le società, dovuti all’iscrizione, alla fidejussione e al mercato che stanno sostenendo, l’unica fonte di entrata, al momento, è quella dei botteghini. E, se non c’è questa entrata, come riusciranno le società a pagare gli emolumenti?”.
MACALLI. “E’ uno sciopero indebito. Io come presidente di Lega Pro devo far rispettare le regole. Per me il primo di settembre comincia il campionato. Chi c’è c’è chi non c’è ne pagherà le conseguenze”. E’ il commento del presidente della Lega Pro, Mario Macalli, all’Adnkronos, allo sciopero annunciato dall’Assocalciatori per la prima giornata del campionato di Lega Pro. “E’ una decisione degna del peggior soviet russo – prosegue Macalli – stanno affossando il calcio italiano. E’ una posizione che non sta ne’ in cielo ne’ in terra. Non siamo affatto impressionati dalla posizione dell’Assocalciatori che ribadisco riteniamo indebita. Dovranno decidere i club, che il 29 si riuniranno”, sottolinea il presidente della Lega Pro, che aggiunge: “Noi vogliamo fare l’interesse del calcio italiano, tenuto conto del momento difficile dovuto alla congiuntura economica”. Macalli contesta soprattutto la contrarietà dell’Aic alla regola del limite d’età media di 26 anni per chi scende in campo, quale vincolo d’accesso ad una parte delle risorse: “26 anni come età media mi sembra addirittura eccessiva, visto che una grande società come Milan ha un’età media di 25 o il Chelsea neanche compra calciatori con più di 30 anni, l’Aic mi sembra schiava di qualche anzianotto di 35-36 anni che vuole continuare a giocare. Inoltre questi giocatori che minacciano lo sciopero hanno un contratto e il fatto che vengano a sindacare su come le società si dividono il denaro mi pare assurdo. Io mica vengo a chiedere spiegazioni su come l’Aic spende gli introiti delle figurine Panini…!”. (Luca Sini)

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