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Il Cosenza riparte da due certezze: i tifosi e l’allenatore

Il Cosenza riparte da due certezze: i tifosi e l’allenatore

Il gruppo di supporter presente ieri a Sorrento non ha mai smesso di incitare i Lupi. Cappellacci senza peli sulla lingua ha parlato chiaro all’ambiente giocando a carte scorperte.
ultras sorrento CII supporter presenti ieri allo stadio Italia non hanno mai smesso di incitare i Lupi
Nemmeno un minuto di sosta per i 25 tifosi del Cosenza che hanno raggiunto lo stadio Italia di Sorrento. Sostegno incessante dopo code interminabili sull’A3, attaccamento alla maglia e nessun compromesso per la Tessera del Tifoso. Sono loro l’immagine più bella che lascia in eredità l’ultimo match di Coppa Italia. La stessa situazione si era creata ad Ischia sette giorni prima: 40 gradi all’ombra per un ideale. Il gruppo “1914” ha racchiuso dietro un’unica sigla le varie anime della Curva Bergamini e dall’estate del 2011, quella dell’ennesima rifondazione del calcio in città, non ha mai abbandonato la squadra. Cappellacci ha capito da subito di avere un alleato importante da non deludere. Il tecnico, che si è fermato a parlare con loro dopo il 90′, non ha nascosto davanti alle telecamere l’esigenza di iniziare a lavorare già da domani con un gruppo al completo. La società deve accontentarlo al più presto, consentendo a Marino e Condò di tesserare subito cinque o sei calciatori. Servono un terzino sinistro, due centrocampisti, uno o due trequartisti polivalenti ed un attaccante. Servono, soprattutto, come sottolineato dal tecnico abruzzese, “calciatori di grande spessore che possano dare esperienza e qualità all’organico”. La gara di ieri ha messo in evidenza una discreta solidità difensiva con Pepe padrone della retroguardia e Blondett pedina affidabile. Guidi, in ritardo di condizione, è entrato nel finale di partita per iniziare a prendere confidenza con il rettangolo di gioco. Gli avversari erano sì molto giovani, ma alcuni avevano già testato il professionismo militando lo scorso anno in Prima divisione. Dalla cintola in su, invece, c’è ancora tanto da lavorare. I carichi della preparazione sostenuta a Pescina si fanno sentire nelle gambe dei calciatori dotati di una struttura fisica più imponente (Giordano ne è un esempio) e tolgono brillantezza negli ultimi sedici metri. La batteria dei trequartisti e Mosciaro in 180′ non si sono resi pericolosi come dovranno fare da domenica sera quando al San Vito arriverà il Tuttocuoio. Inizia oggi, comunque, la settimana decisiva: mercato, presentazione e campionato. Tutto d’un fiato. Le uniche certezze, però, sono quei tifosi ieri presenti a Sorrento e un allenatore già innamorato dei rossoblù. Non ha paura di dire la verità e di giocare a carte scoperte, ecco perché può permettersi di chiedere pazienza all’ambiente. (Luca Sini)

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