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Mosciaro: “Sarebbe bello giocare con De Angelis e Calderini”

Mosciaro: “Sarebbe bello giocare con De Angelis e Calderini”

Il capitano esprime un desiderio, ma aggiunge: “Sono più importanti gli equilibri tattici, deciderà il mister. Differenze Gagliardi-Cappellacci? Il primo ha gestito il gruppo alla grande, il secondo ha più esperienza”.
mosciaro tira a casertaIl bomber dei rossoblù Manolo Mosciaro sfiora il gol a Caserta (foto shartella)
Da capitano è più bello vincere. Dalla fascia che indossa derivano responsabilità ancora maggiori di quelle che aveva un anno fa, ma almeno il peso dell’attacco non grava tutto sulle sue spalle. E’ un Manolo Mosciaro diverso rispetto al passato, un calciatore che ha messo radici nella sua città tanto da tatuarsi sulla pelle il Lupo e la sigla “1914”. Spazio alle interpretazioni zero, insomma. Domenica ha esultato più di tutti quando De Angelis l’ha buttata dentro: “In quel frangente ho pensato solo che avevamo completato una grande impresa – spiega – Gianluca è un grande calciatore e non avevo bisogno di vederlo segnare per capire di che pasta è fatto. Se un attaccante è forte lo si capisce durante la settimana dai movimenti che fa”. Il sogno dei tifosi è vedere, insieme, i gemelli del gol domenica sera. “Per me sarebbe bello giocare con lui e con Calderini contemporaneamente, ma è importantissimo mantenere degli equilibri tattici. Se sarei disposto ad allargarmi sulla fascia? Spetta al mister decidere, ma non ne abbiamo discusso. Ciò che mi conforta è militare in una squadra completa e valida in ogni reparto e non solo in attacco”. Ad ogni modo col Sorrento qualche novità non dovrebbe mancare: “I campani non meritano la classifica attuale: sono pericolosi ed avranno l’intenzione di conquistare i primi punti. Ci daranno filo da torcere, pertanto”. Al pari di un anno fa, il bomber non ha ancora segnato su azione. “Vero, in D mi sbloccai, rigori esclusi, all’ottava giornata. Come allora, però, non sono preoccupato. A Caserta ci sono andato vicino e prima Fumagalli, che è un signor portiere, e poi Idda mi hanno negato la gioia personale. L’importante è aver vinto, conta poco che non sia stato io a gonfiare la rete. Restiamo coi piedi per terra, consapevoli di dover lavorare tanto per trovare la forma migliore”. Ultima battuta sul cambio allenatore: “Gagliardi era all’esordio e si è comportato benissimo. Ha gestito il gruppo alla grande e credo di aver imparato molto da lui. Cappellacci invece vanta maggiore esperienza. Due partite, due vittorie: cosa aggiungere?”. (Luca Sini)

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