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Cosenza-Sorrento: l’avversario

Cosenza-Sorrento: l’avversario

Orfani del ds Marcello Pitino finito alle giovanili del Catania, i rossoneri si presentano al San Vito con un organico sbarazzino, che però non è privo di elementi di esperienza.
sorrento squadraLa formazione del Sorrento affrontata ad agosto nella Coppa Italia di Lega Pro (foto shartella)
Dopo aver salutato la Prima Divisione in seguito alla sconfitta nel doppio confronto dei play-out con il Prato, il Sorrento dei patron Franco Ronzi e Paolo Durante ha intrapreso il campionato di Seconda Divisione con un fardello di dubbi e problematiche non indifferenti. Senza uno stadio a norma per disputare l’eventuale prossima Lega Pro unica e con una piazza sempre più distante e disamorata delle vicende del club che rappresenta l’intera penisola sorrentina (i poco più di settanta abbonamenti staccati sono il dato peggiore dell’ultimo decennio), la compagine rossonera proverà comunque nell’impresa di classificarsi tra le prime nove del campionato più difficile degli ultimi anni per scacciare, definitivamente, lo spettro dei dilettanti dalle parti di via Califano.
Affidato alle mani di Luca Chiappino, ex allenatore della primavera del Genoa alla prima esperienza tra i professionisti, il Sorrento è rimasto orfano appena una settimana fa del direttore sportivo Marcello Pitino, accasatosi al Catania, dove ricoprirà il ruolo di responsabile del settore giovanile.
Nonostante un budget ridotto all’osso, che conta esclusivamente sul main sponsor MSC e sui contributi elargiti dalla Lega Pro, l’ex uomo mercato della Nocerina è riuscito comunque a plasmare una rosa di tutto rispetto che, dopo una prima fase di assestamento dovuta alla rivoluzione effettuata nell’organico, può candidarsi seriamente al ruolo di mina vagante del raggruppamento.
Il reparto degli estremi difensori è quello che, nell’idea di tanti addetti ai lavori e, soprattutto, della maggioranza dei tifosi dà minori garanzie. Le prestazioni altalenanti di Giuseppe Polizzi, infatti, non fanno dormire sonni tranquilli i supporters rossoneri che, per tutto il mercato estivo, hanno invocato, invano, il ritorno del beniamino Generoso Rossi, scartato perché troppo avanti con l’età. Dietro il numero uno palermitano, l’unico superstite, insieme al centrocampista Esposito, della passata stagione, il brasiliano Miranda, proveniente dalla Pro Vercelli ed il giovane prodotto del settore giovanile, Varchetta.
Il pacchetto arretrato si basa sulle prestazioni dell’ex Lecco Villagatti. Accanto a lui, Benci ed il coloured, ex Chievo, Coulibaly, si giocano il secondo posto da centrale anche se il duo formato dall’amministratore delegato D’Angelo e il direttore generale Scala sta sondando il mercato alla ricerca di un nuovo stopper, preferibilmente mancino. Sulla corsia di destra, invece, l’over Raffaele Imparato parte in leggero vantaggio sul giovane, ex Cosenza, Cavallaro, mentre su quella sinistra il ballottaggio è tra Pantano, l’anno scorso alla Pro Patria, e Caldore.
In mediana c’è un nome su tutti: Ciro Danucci. L’ex Ternana e Juve Stabia è l’uomo di maggiore esperienza della rosa e per questo capitano e faro della rosa. Dietro di lui, nelle gerarchie di Chiappino, il promettente Lalli, con l’inesauribile Alessio Esposito, rivelazione dello scorso campionato, e Lettieri nel ruolo di mezz’ali, conteso dal dinamismo assicurato dall’ex Portogruaro Coppola e dal dinamismo di Margarita.
Davanti, invece, c’è l’imbarazzo della scelta: il parco attaccanti rossonero, infatti, sulla carta è uno dei migliori del raggruppamento. Uomo copertina è l’ex Cremonese Riccardo Musetti, alle prese, però, con problemi muscolari che hanno costretto la società a cautelarsi con l’ingaggio dal Melfi di Improta. Altro “puntero” a disposizione di Chiappino è Matteo Chinellato, pronto a giocarsi le sue chanches nel ruolo di ariete del tridente di mister Chiappino. Sulle ali, invece, Emanuele Catania, fresco di promozione in serie B con l’Avellino e il furetto Pasquale Maiorino, proveniente dal Vicenza. Dietro di loro, il capocannoniere in carica del torneo di Viareggio, Canotto, il franco-algerino Soudant e l’ex Genoa Parodi. (Michele Gargiulo)

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