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Il Capp, il Cosenza e quei segnali di fumo…

Il Capp, il Cosenza e quei segnali di fumo…

I dubbi ed i pensieri del tecnico rossoblù espressi in una lunga boccata alla sigaretta post-partita. In una notte calcistica di fine estate non tutti i mali vengono per nuocere.
cappellacci fumaCappellacci a fine partita. Il pari col Sorrento non gli è piaciuto per niente (foto mannarino)
Non tutti i mali vengono per nuocere e la prestazione dei lupi contro i campani di Chiappino è, paradossalmente, arrivata al momento giusto e con le circostanze più appropriate. Ancora una volta, ma il tempo inizia a stringere, premettiamo che il saggio Cappellacci, nella presentazione del match, aveva avvertito addetti ai lavori e tifosi sulle insidie della partita contro il Sorrento e sullo stato generale della sua truppa, circostanze queste puntualmente verificatesi e che ci inducono ancora ad un cauto ottimismo. Ma la partita di ieri vogliamo analizzarla sotto un altro profilo, proprio perché diamo per scontata la consapevolezza del tecnico e la sua chiara conoscenza dello stato dei lavori del cantiere Cosenza. Quanta valenza hanno e quanti pensieri nascondevano le sigarette fumate dal Cap nel tragitto dalla panchina agli spogliatoi alla fine del primo tempo ed alla fine della partita? Come sempre partiamo dall’inizio: fischio d’avvio match, il Capp si accomoda sulla sua poltroncina e li resta impassibile sino al fischio di chiusura del tempo. Imperturbabile e chiuso nei suoi pensieri, assiste al rigore fallito ed al vantaggio rossoblù come se fosse passato di lì per caso; osserva i suoi vagare a caccia del pallone, sempre controllato dal Sorrento, cerca evidentemente di scrutare nei suoi pensieri quali accorgimenti e rimedi adottare per migliorare lo spettacolo offerto al suo pubblico. Si accende una sigaretta e con testa china e fronte corrucciata con passo lento entra nel tunnel degli spogliatoi del San Vito. Avvio della ripresa, sembra che qualcosa stia cambiando, il Capp si agita, scalpita nell’area tecnica, detta ai suoi i movimenti e le posizioni da tenere. Nonostante tutto ciò il Sorrento pareggia, con merito, e la partita scivola via tra le parate salva risultato di Frattali, migliore in campo, e i tentativi, pochi e confusi, di inseguire una vittoria che avrebbe certamente premiato più del dovuto i silani. Fischio finale, la curva chiama giustamente i Lupi a raccolta, il Capp accende la solita sigaretta e, ancora una volta, testa china e fronte corrucciata, con passo lento entra nel tunnel degli spogliatoi del San Vito. “Non abbiamo avuto la forza di prendere in mano la partita dall’inizio. Non abbiamo mai preso in mano il pallino di gioco, questa è la cosa che dispiace di più. Abbiamo disputato una brutta partita”. Questo il Cappellacci pensiero espresso in sala stampa al termine del match, ma una domanda resta nell’aria senza risposta: quali pensieri il nostro inseguiva dietro quella sigaretta? Il suo stare impassibile e imperturbabile a cosa corrisponde? E’ solo la delusione del momento o la consapevolezza di altro che ancora non vuole o non può esprimere? Una cosa è certa: il Capp è allenatore meticoloso e puntiglioso durante la settimana, maniacale nella ricerca e preparazione delle partite e dei movimenti, vederlo ieri assistere immobile allo svolgersi degli eventi ci ha lasciato perplessi e con un dubbio amletico: quali segnali di fumo ha trasmesso e a chi? Ai posteri… (Antonio Pallo)

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