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Guarascio si lamenta con Arpaia: “Al D’Ippolito sono stato aggredito verbalmente”

Guarascio si lamenta con Arpaia: “Al D’Ippolito sono stato aggredito verbalmente”

Il presidente del Cosenza scrive una lettere al numero uno della Vigor Lamezia, denunciando quanto accaduto ieri pomeriggio in tribuna. “Al ritorno, glielo assicuro, il clima sarà differente”.
striscione vigorLo striscione offensivo rivolto a Guarascio e ai tifosi del Cosenza (foto shartella)
Eugenio Guarascio non ha gradito affatto il clima che si è respirato nella tribuna dello stadio Guido D’Ippolito ed ha inteso scrivere una lettera in cui si rivolge direttamente al presidente della Vigor Lamezia Claudio Arpaia. Il comportamento dei sostenitori biancoverdi è da stigmatizzare perché si è persa un’occasione per lasciare il derby nell’ambito sportivo, senza dover scomodare altri settori come quello della cronaca. “Mi vedo costretto a portare alla sua attenzione quanto accaduto ieri in Tribuna numerata durante la gara Vigor Lamezia-Cosenza Calcio – ha scritto Guarascio – Non era certo questa l’accoglienza che mi aspettavo, e non mi riferisco certo allo striscione o ai cori provenienti dalla gradinata, espressioni del tifo passionale, nel senso più ampio del termine e, dunque, prevedibili e tollerate. Mi riferisco invece agli spiacevoli episodi accaduti in tribuna numerata, da dove ho assistito alla gara, accompagnato dai miei collaboratori e da alcune signore coinvolte, loro malgrado, nel clima di tensione e di violenza verbale. Avevo gradito e accolto con piacere l’invito rivoltomi nei giorni scorsi a seguire la partita accanto ai vertici della vostra Società e ciò avrebbe di certo rappresentato un segnale positivo e un deterrente a qualsiasi forma di inciviltà. Purtroppo nessuno della vostra dirigenza ha dato seguito alle intenzioni e, cosa più grave, nessuno, nei momenti più concitati, ha tentato di sedare i pochi facinorosi tutelando, come è giusto che sia, i dirigenti ospiti. Tanto meno ho ricevuto al termine della gara o nei momenti successivi scuse o dimostrazioni di vicinanza, o registrato dichiarazioni di condanna di gesti che non si addicono certo ad un ambiente, come quello della tribuna numerata, che dovrebbe essere un luogo deputato alla visione dell’evento sportivo in assoluta tranquillità e serenità. Negli oltre due anni di presidenza del Cosenza Calcio ho seguito spesso la squadra in trasferta e, mi duole dirlo, mai ho vissuto situazioni del genere neanche negli stadi più “caldi” per tradizione o nelle occasioni più delicate dal punto di vista agonistico. Le ripetute ingiurie, l’aggressione verbale, i comportamenti intimidatori messi in atto nei miei confronti e all’indirizzo dei miei accompagnatori e degli operatori dell’informazione provenienti da Cosenza, avrebbero meritato una ferma presa di posizione da parte vostra. E colgo l’occasione per ringraziare il dirigente della Polizia di Stato di Lamezia Terme, il dott. Antonio Borelli, che a fine partita si è prodigato con i suoi uomini per scortarmi al di fuori dello stadio. Senza voler dare lezioni ad alcuno, posso assicurare che il clima che si vivrà in occasione della gara di ritorno sarà completamente diverso”. (co. ch.)

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