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“Cosenza confuso e autolesionista”. Il Capp deve trovare la chiave di volta

“Cosenza confuso e autolesionista”. Il Capp deve trovare la chiave di volta

Le parole del tecnico, che dice anche di avere in mente una soluzione, fanno pensare. I tifosi non hanno la pretesa di vedere una squadra da primo posto, ma seplicemente una squadra.
giordano e mangiapaneGiordano contrastato efficacemente da Mangiapane della Vigor Lamezia (foto shartella)
Minuto 95, il Cosenza è sotto e l’arbitro ha il fischietto in bocca pronto a mandare tutti a casa. Calcio di punizione da 35 metri in favore dei rosso blu, Napolano si appresta a calciare: è la cosiddetta “preghiera” dell’ultimo minuto, salgono le torri pronte a spizzare o a cercare la giocata decisiva, Napolano guarda la panchina e fa un cenno con la mano destra come a dire “tranquilli so quello che devo fare”. Rincorsa, tutti attendono il pallone spiovere in area, il nostro però pensa bene di calciare direttamente in porta. Il risultato? Pallone alle ortiche e tutti sotto la doccia. La Vigor Lamezia, senza poi tanti affanni né grandi meriti, porta a casa la vittoria e festeggia un primato in classifica che i pronostici iniziali, per quanto possano valere, certamente non le accreditavano. In fondo la fotografia del match del D’Ippolito potrebbe essere questa, la scelta sbagliata al momento sbagliato come chiave di interpretazione di una partita, ancora una volta, con troppe ombre e troppo poche luci, una partita intera vissuta su questo refrain. E’ lo stesso Mister Cappellacci che definisce la sua squadra confusa e autolesionista prescindendo, anche giustamente a questo punto, da un’evidente carenza di forma fisica e da qualsivoglia ulteriore attenuante, ed in questa fase probabilmente ve ne sarebbero tante, cui potrebbe appellarsi per motivare una prova incolore. “Io nella mia testa la soluzione per ovviare a questi problemi ce l’avrei… Ma non posso metterla in atto né tantomeno posso dirvela… E neanche la condizione approssimativa può essere una giustificazione valida”, questo il Cappellacci pensiero al termine della partita ma, non ce ne voglia il nostro, una frase del genere ci preoccupa molto più della prestazione della squadra in campo. “Ho chiesto ai ragazzi giocate semplici, proprio per evitare di andare in affanno ma nonostante questo riusciamo a complicarci da soli la vita, la Vigor ha meritato ma ha usufruito solo di nostri errori”. La scorsa settimana abbiamo cercato di capire quali segnali di fumo mandava ai suoi il mister, oggi chiaramente gli chiediamo: qual è il nodo gordiano del Cappellacci pensiero? Quali soluzioni potrebbero essere adottate e suo malgrado il mister non può attuare e soprattutto perché non le può esprimere? Le risposte sinceramente non le conosciamo né ci azzardiamo a proporne, fatto sta che dopo quattro partite di campionato vi sono una serie di elementi oggettivi che non si possono non tenere in considerazione: 4 gol subiti praticamente in fotocopia (tre calci d’angolo sul primo palo e un calcio piazzato), un costante ed evidente difetto nella gestione del pallone a metà campo che comporta l’inutilità delle bocche da fuoco in avanti mai messe in condizione di poter incidere. Dopo cinque settimane di preparazione di certo non si ha la pretesa di vedere una “squadra” in campo ma un progetto di gioco quello si e francamente ancora non lo abbiamo capito, quasi sicuramente per evidenti limiti nostri. Beninteso, non abbiamo la pretesa di vedere una squadra da vertice, in fondo l’obiettivo della stagione è l’ottavo posto, ma semplicemente una squadra quella si. (Antonio Pallo)

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