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Mutti, Toscano, Somma, Stringara, Gagliardi: “Il nostro Cosenza al Sanvitino…”

Mutti, Toscano, Somma, Stringara, Gagliardi: “Il nostro Cosenza al Sanvitino…”

Gli ex allenatori rossoblù parlano del “problema” sollevato ieri da Cappellacci fornendo opinioni discordanti tra loro. Marino oggi verificava se il Virginia possa fare al caso dei Lupi.
sanvitino-allenatoriiMutti, Toscano, Gagliardi e Stringara: tutti allenatori passati dal Sanvitino negli anni scorsi
Un campo di allenamento: è questa l’urgenza più grande per mister Cappellacci che ieri, nel corso dell’incontro con la stampa, ha nuovamente esternato una deficienza che a suo dire la sua squadra sta pagando. Roberto Cappellacci ha sollevato ieri pomeriggio un problema che per molto tempo è stato all’ordine del giorno dalle parti di Via degli Stadi. Specialmente d’inverno, il fondo del Sanvitino diventa impraticabile e si trasforma in un pantano dove è impossibile sostenere degli allenamenti, ancor meno provare delle situazioni di gioco. Il tecnico dei Lupi ha chiesto senza mezzi termini un campo nuovo dove poter svolgere le sessioni, in alternativa vorrebbe curare le esercitazioni tattiche sul manto del San Vito. E’, per adesso, una questione di dimensione. Lo ha lasciato intendere lo stesso trainer nel sottolineare che “alcuni errori, non solo sui gol incassati, denotano una mancanza di allenamento”. In giornata il dg Marino avrebbe verificato se l’impianto del Virginia a Casole Bruzio possa fare al caso del club come un tempo, mentre stamattina Mosciaro e soci hanno lavorato alla Popilbianco sul sintetico. CosenzaChannel.it ha rintracciato i vecchi tecnici del Cosenza per chiedergli un parere sull’argomento e per farsi raccontare le esperienze da loro vissute in relazione al Sanvitino.
STRINGARA. Paolo Stringara fu allenatore di inizio stagione nella Prima Divisione 2010/11: ” Se devo essere sincero per noi questo problema non esisteva, riuscivamo a gestire il lavoro nonostante le misure, sia rispetto al lavoro atletico che rispetto a quello tattico. Se avevamo esigenze particolari ricordo che andavamo al Virginia. Se Cappellacci lo ritiene un problema posso dire che è stato un problema per molte altre persone prima di lui, ma forse non lo era dopo la gara contro la Casertana. Non saprei cosa dire, noi lo abbiamo gestito”.
MUTTI. Sulla stessa linea anche Bortolo Mutti che sfiorò la promozione in seria A nel 2001/02: “Posso dire con certezza che se curato e tenuto in una determinata maniera, il Sanvitino è certamente uno spazio su cui si può lavorare con una certa tranquillità. E’ chiaro che una struttura più evoluta è il sogno di ogni allenatore ma parliamo di possibilità che hanno società navigate e della massima serie non certo squadre di Lega Pro. Qualche volta ribaltavamo l’allenamento al San Vito come credono abbiano fatto un po’ tutti, ma al pre-campo noi ci siamo sempre allenati, certo ogni tecnico ha le proprie esigenze ma vi assicuro che avere in un unico impianto stadio, campo di allenamento e palestra non è cosa da tutti, soprattutto a questi livelli”.
TOSCANO. Sceglie la linea della diplomazia invece Mimmo Toscano, che dall’alto dei suoi due campionati vinti a Cosenza, dice di non voler entrare in polemica limitandosi a commentare: “Non posso intervenire sull’argomento perché quando Cappellacci chiede un campo di allenamento non so di cosa , in particolare, si stia lamentando. Non mi permetto quindi di giudicare una sua personale esigenza, posso dire però che Cosenza meriterebbe senz’altro una migliore struttura logistica. Noi ci siamo allenati quasi sempre al Sanvitino, qualche volta al San Vito, altre volte usavamo campi vicini che potevano rispondere meglio alle diverse esigenze ma ognuno ha il suo modo di concepire il calcio e gli allenamenti”.
SOMMA. Mario Somma invece, subentrato a Stringara in Prima Divisione, ci dice: “Certamente il Sanvitino non è un campo ottimale per tutti i tipi di allenamento. Mi spiego: va bene per le sedute a pressione, il lavoro tecnico o atletico, sicuramente da migliorare per l’organizzazione di gioco o i calci da fermo. E’ a mio modo di vedere però un mini problema perché a parte che per esigenze particolari c’è il San Vito ma noi ad esempio se quest’ultimo non si poteva usare andavamo fuori perché di certo a Cosenza non mancano le strutture, anzi è pieno. Tra l’altro per i calci piazzati o situazioni di gioco noi avevamo chiesto ed ottenuto, così come so fece Mimmo Toscano, una porta particolare che ci permetteva di avere a disposizione, con qualche accorgimento, un’area di rigore regolamentare annullando quindi di fatto qualche deficit di misura. Certo la società deve appoggiare le tue esigenze cosa che con noi, nonostante poi come sia andata a finire, faceva”.
GAGLIARDI. Gianluca Gagliadi invece, ultimo allenatore dei rossoblù, si posiziona a metà strada. “Credo che Cappellacci abbia ragione per quanto concerne le dimensioni ed è vero che per svolgere delle esercitazioni di natura tattica per provare movimenti sia difensivi che offensivi, servano misure regolamentari. Questo per non disorientare i calciatori che poi la domenica potrebbero avere dei problemi. Per quanto riguarda invece il fondo, i problemi ci sono sempre stati, ma il giardiniere Pasquale Grandinetti sa come mantenere il terreno e non mi sono creato grossi problemi nella mia esperienza al Sanvitino”. (Mariella Lonoce)

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