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Ferraro: “A Cosenza come a Messina. Giocheremo a viso aperto”

Ferraro: “A Cosenza come a Messina. Giocheremo a viso aperto”

Il tecnico dell’Arzanese elogia Cappellacci (“E’ un grande allenatore in una grande piazza”) e sottolinea: “Noi abbiamo raccolto meno di quanto seminato. Io mi ricordo del San Vito in un Cosenza-Avellino 3-3: Lucarelli ci segnò una doppietta”.
ferraro arzaneseL’allenatore dell’Arzanese Giovanni Ferraro è alla sua seconda stagione in biancazzurro
L’Arzanese è ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, nonostante nell’ultimo match interno contro il Gavorrano i biancazzurri ci siano andati molto vicini. Il tecnico Giovanni Ferraro, 44 anni, l’anno scorso è subentrato in corsa sulla panchina dei campani, riuscendo nell’impresa di salvare la squadra da una retrocessione da molti ritenuta scontata. A fine stagione le avance del  Sorrento a cui ha detto di no sebbene si sia detto lusingato dell’interessamento. “L’interesse di altri club fa sempre molto piacere – spiega a CosenzaChannel.it – Per fortuna quando sono stato chiamato a dirigere una squadra ho conseguito dei risultati discreti, ma non ho avuto dubbi a dire di sì al presidente e al direttore sportivo dell’Arzanese che hanno creduto molto nel sottoscritto. La prima vittoria? Beh, a parte il match d’esordio, abbiamo raccolto molto meno di quanto seminato. Spero sia solo questione di tempo”. In campionato ha di sovente utilizzato il 4-3-3 dove il terminale offensivo è l’ex centravanti di Nocerina, Como e Pro Patria Francesco Ripa. Altro elemento a cui prestare grande attenzione è Umberto Improta (l’altro Improta, Ciro, è un esterno, ndr) che l’anno scorso a L’Aquila ha segnato 12 reti. Suo l’unico acuto dei biancazzurri alla seconda giornata nell’1-4 col Poggibonsi. “In quattro partite abbiamo creato tantissimo, ma è mancato l’acuto decisivo. Basta guardare le immagini televisive per rendersi conto di quante volte ci siamo presentati davanti al portiere avversario. Giacinti (una giovane mezzala di 20 anni, ndr) avrà avuto cinque nitide palle-gol senza riuscire a gonfiare la rete. E’ un ragazzo e l’obiettivo del club è sfruttare il minutaggio valorizzando gli under in rosa. La crescita dei più giovani si concretizza anche facendo tesoro degli errori ed avendo pazienza in momenti simili”. A Cosenza l’Arzanese cercherà di fare la sua partita e confermare la crescita mostrata nelle ultime uscite. Già detto del match col Gavorrano, due settimane fa fece vedere i sorci verdi al Messina. Al San Filippo, come spesso sta accadendo, fu Lagomarsini il migliore in campo. “Contro il Messina è stata una gara stregata. Abbiamo dominato in lungo e largo tirando a ripetizione. Ai padroni di casa, poi, è bastata una zampata per portarsi a casa i tre punti. Al San Vito vorrei rivedere lo stesso atteggiamento, con una squadra che gioca a viso aperto svolgendo bene le due fasi. Il pareggio in questo campionato non serve a nulla, la nostra mentalità è questa”. Ferraro conosce bene il Cosenza e soprattutto il suo tecnico. “Cappellacci è un grande allenatore, competente e preparato. La piazza ha secondo me ha trovato la guida giusta. Mi aspetto un undici molto motivato ed un pubblico caldo che saprà apprezzare gli sforzi fatti dalla società: dopo il ripescaggio è stato allestito un organico di primo livello su cui non nutro dubbi”. Per chiudere, un ricordo di quando giocò da avversario all’ombra della Sila. “Vestivo la maglia dell’Avellino e a Cosenza finì 3-3: Cristiano Lucarelli siglò una doppietta”. Era il 26 maggio del 1996. (Stefano Sicilia)

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