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Cosenza, i numeri dicono che sei grande. Il gioco un po’ meno

Cosenza, i numeri dicono che sei grande. Il gioco un po’ meno

La classifica incorona la squadra di Cappellacci che è riuscita sinora a trarre ottimi risultati dal campo nonostante prestazioni non bellissime. Ma conta solo la concretezza perché è inutile pretendere la vetta quando basta anche l’ottavo posto.
festa con arzaneseI calciatori del Cosenza festeggiano sotto la curva la vittoria contro l’Arzanese (foto mannarino)
Analizzare la partita Cosenza-Arzanese non è esercizio semplicissimo ed in fondo rispecchia a pieno questa prima fase del torneo. Da un lato il risultato, positivo e che consente ai lupi di proseguire il cammino intrapreso con buona fiducia, dall’altra la prestazione. Da questo punto di vista, non ce ne voglia Cappellacci, ancora, non abbiamo avuto modo di scorgere grandissimi miglioramenti. Il bicchiere pertanto, volendo utilizzare una metafora ormai inflazionata nei commenti post partita, è certamente mezzo pieno se si osserva la classifica ed i numeri che la stessa ci offre. Il Cosenza nelle cinque gare sin qui disputate ha raccolto 10 punti, ovvero una media di due punti a partita, invidiabile e sottoscrivibile sin dall’inizio del campionato; 7 i gol realizzati, nello specifico tutti firmati dal pacchetto offensivo (3 De Angelis, 1 a testa Mosciaro, Calderini, Napolano e Alessandro, ndr) e 4 quelli subiti, nessuno dei quali su azione ma tutti da calcio piazzato. Oltre questo, 4 punti di vantaggio sulla nona in classifica e tre di distacco dalla vetta. Insomma a giudicare i meri dati numerici, freddi ma esaurienti nel mondo del calcio, il cammino sino ad ora dei rossoblù non può che essere giudicato positivamente. Anzi più che mezzo pieno il bicchiere dovrebbe sostanzialmente ritenersi colmo. Ulteriore nota positiva è il raffronto con le squadre sinora incontrate: quanto a Tuttocuoio e Arzanese, con sei i punti raccolti, le formazioni avversarie sono state superate, anche se non in maniera brillante, portando a casa l’intera posta in palio e rispettando a pieno il pronostico della vigilia; il pareggio casalingo con il Sorrento deve oggi essere rivalutato alla luce delle prestazioni della squadra campana nonché dell’evidente superiorità sul piano della condizione fisica e anche tecnico tattica dimostrata al momento del match del San Vito e pertanto come un punto guadagnato; la vittoria esterna in quel di Caserta vale doppio, contro una potenziale diretta concorrente; la sconfitta di Lamezia, unico passo falso, tutto sommato si può anche accettare visto la fase iniziale del torneo e, soprattutto, visto l’avversario rodato ed estremamente pragmatico e di categoria. Insomma in ultima analisi i numeri sono dalla parte di Cappellacci che, come sempre, realista ed onesto nelle sue analisi, anche dopo l’Arzanese, sottolinea il bisogno di crescere sia sul piano fisico che su quello del gioco. Sotto tale profilo iniziano, però, le note “dolenti”: ancora ieri la squadra è apparsa confusa e, nonostante le dichiarazioni del post partita, ancora alla ricerca di una precisa identità. Inutile scendere in particolari tecnico-tattici che non ci competono, ma una cosa ci corre l’obbligo di sottolineare: c’è bisogno di calarsi in una realtà nuova e che probabilmente ancora non ci appartiene come pubblico e forse anche come società. Inseguire in questo campionato il primato sarebbe un errore gravissimo che comporterebbe uno sviamento dalla realtà dagli effetti devastanti. Negli ultimi due campionati abbiamo sempre lottato per il vertice, sfiorando sempre la vittoria del campionato, tornei che riservavano ad una sola squadra, la prima in classifica, la gloria residuando alle seconde la speranza di un ingresso dalla porta di servizio. La Lega Pro 2, questa stagione, è e sarà un torneo anomalo dove arrivare primi o ottavi porterà allo stesso risultato, per conseguire il quale, ci sarà bisogno di saper soffrire e di una nuova mentalità finalizzata al conseguimento dell’obiettivo, che non è vincere arrivando primi, ma vincere conseguendo l’ottavo ed ultimo posto utile per il paradiso. Deve crescere il Cosenza e deve crescere anche Cosenza, ed è forse, proprio questo, il punto di svolta dell’intera futura stagione. (Antonio Pallo)

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