Tutte 728×90
Tutte 728×90

Marino: “Bravo Cappellacci, ma non esaltiamoci per il primato. E le mie discussioni col club…”

Marino: “Bravo Cappellacci, ma non esaltiamoci per il primato. E le mie discussioni col club…”

Il dg spiega: “Il segreto del Cosenza è aver trovato un gruppo dedito al sacrificio, a gennaio sul mercato valuteremo le opportunità. Gli scambi di veduta con la proprietà sono sempre stati costruttivi: in Lega Pro Unica servirà un’organizzazione capillare”.
marino con arzaneseIl direttore generale del Cosenza Ciccio Marino, una vita passata in rossoblù (foto mannarino)
Ciccio Marino dalle colonne de L’Ora della Calabria celebra il primato del Cosenza, la squadra che tra tante difficoltà è riuscito ad assemblare come voleva. Specialmente dopo l’addio di Pollina, numericamente manca ancora qualche pedina, ma il gioco delle parti lo porta a prendere posizione e a sottolineare che “l’organico è al completo”. E’ il solito Marino, che sempre più ricorda la figura di Gianni Di Marzio, abile equilibrista più dedito ai fatti che alle chiacchiere. Il direttore generale elogia ripetutamente l’operato di Cappellacci (“un tecnico davvero bravo”) e sguscia via in dribbling sulla domanda più piccante, relativa alla volontà di Guarascio di affidargli pieni poteri e concedergli un ampio raggio d’azione.
NIENTE VOLI PINDARICI. “Godiamoci il primato, ma bisogna restare con i piedi per terra – spiega – Adesso viene il difficile e guai a perdere la concentrazione. A parte l’Arzanese che forse ha qualcosa in meno, in giro ci sono soltanto rose ricche di qualità e ce ne siamo resi conto di domenica in domenica”. Nella gara di Aversa il Cosenza ha dettato legge ed imposto i ritmi del match. “Già a Castel Rigone si erano intravisti progressi significativi. Il gruppo cresce, bravo l’allenatore a saper mettere in crisi gli avversari. Con il 4-3-3, ad esempio, ha dato maggiore copertura permettendo a Mosciaro di esprimersi al meglio sulla sinistra e Manolo ha trovato ottimi spunti”. I Lupi volano in classifica, tra le neo-promosse sono la migliore. “Questo perché lavoriamo con determinazione. Nonostante le difficoltà seguite al ripescaggio che hanno generato delle prestazioni opache, l’allenatore ha saputo trovare il giusto amalgama tra i reparti. Inoltre siamo stati fortunati nello scegliere calciatori dalla grande predisposizione al sacrificio. Forse è questo il nostro segreto”. Venerdì col Foggia ci sarà la giornata rossoblù. “I tifosi ci stanno dando una grane mano. I risultati stanno arrivando e tra tre giorni la squadra merita una cornice da favola. Gli ultimi 20′ contro il Melfi mi hanno fatto commuovere, è stata la Bergamini a trascinarci alla vittoria”.
IL MERCATO. A prescindere dall’addio di Pollina, la ristrettezza dell’organico viene messa in evidenza dagli infortuni e dalle squalifiche. Marino però è impenetrabile sebbene lasci aperta una piccola porta. “La squadra è completa in ogni reparto – spiega – ma vedremo alla riapertura delle liste se ci saranno delle occasioni da cogliere al volo. Anche la società è del mio stesso avviso”. Il capolavoro del dg è stato ingaggiare un bomber di razza come De Angelis. Per l’ex Avellino 5 reti e la vetta della classifica cannonieri. “Non ho fatto tesserare un carneade. Gianluca è uno che in queste categoria ha sempre siglato gol a raffica. A noi serviva una punta dalle sue caratteristiche e siamo andati a colpo sicuro”.
UN RUOLO ALLA MAROTTA. Dopo le riflessioni settembrine su un possibile passo indietro, con tanto di dimissioni da consegnare a Guarascio, i rapporti con la proprietà sono sensibilmente migliorati. “Direi che sono ottimi – continua – E’ una società giovane con cui inizialmente ci sono state delle discussioni, ma sempre costruttive. Bisogna cercare sempre di migliorarci perché in ottica Lega Pro Unica servirà un’organizzazione capillare. Guarascio va solo ringraziato per i sacrifici fatti”. Il presidente sta ragionando su quale ruolo affidargli, tanto che vorrebbe concedergli maggiore raggio d’azione come fa Marotta alla Juve o come faceva Lo Monaco al Catania. “Non so niente in merito – dice Marino dribblando la domanda – ma dopo cinque anni di Juve volevo tornare a fare il direttore, analizzare a fondo le partite e valutare potenziali elementi a noi utili. Fare questo a Cosenza per me è ancora più stressante che altrove dato che sono a casa. Ho trascorso vent’anni della mia vita in rossoblù e potete immaginare quanto tenga a fare bene. Il compito di dg assegnatomi a luglio dal presidente mi assorbe anche a livello fisico”. (Luca Sini)

Related posts