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Zampagna: “Cosenza mi fa venire i brividi. Aspetto una chiamata per il centenario”

Zampagna: “Cosenza mi fa venire i brividi. Aspetto una chiamata per il centenario”

In esclusiva il doppio ex “gioca” in anticipo il match di Messina: “Spero in un pareggio. Il ricordo di quel gol alla Salernitana è ancora vivo dentro di me, saremmo dovuti andare in A perché lo meritavano i tifosi. La Tessera del Tifoso non ha risolto i problemi, ne ha aggiunto uno”. 
zampagnaL’indimenticato ex calciatore del Cosenza Riccardo Zampagna ora fa l’allenatore
Per i tifosi di Cosenza e Messina quando si parla di Riccardo Zampagna sembra quasi che il tempo si sia fermato. E’ uno degli ex più amati da entrambe le piazze, un trascinatore nato che ha scritto pagine importanti al San Vito e al San Filippo. Se dall’altra parte dello Stretto lo ricordano per i gol in Serie A e per le giocate da campione vero, i supporter rossoblù scoprirono di avere in squadra un personaggio pazzesco in un Cosenza-Salernitana. Sotto la pioggia, in mischia, in girata, al 93′ gonfiò la rete di Soviero scatenando l’inferno. Anche Mutti non ce la fece a mantenere il suo proverbiale aplomb e corse in campo ad abbracciarlo. Era l’anno in cui i Lupi stavano per toccare il cielo con un dito, tanto che la città era tutta in fermento. Zampagna ne era il simbolo e rispecchiava la lucida follia dei tifosi al tal punto che un torneo scolastico organizzato al Liceo Classico “Telesio” fu intitolato proprio a lui. Alla finale diede il calcio d’inizio tra due ali di ragazzi entusiasti che sognavano la A e che gli fecero firmare autografi perfino sulle mille lire. Adesso, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, ha scelto di sedersi in panchina e di partire dal basso. Allena in Prima Categoria, in Umbria: con il Macchie è già primo in classifica. In esclusiva, CosenzaChannel.it gli ha fatto giocare in anticipo il “derby” di domenica tra le sue due ex squadre.
Zampagna, c’è Messina-Cosenza: per chi tiferà?
“Ovviamente per entrambe. So che la risposta non accontenta nessuno, ma è davvero quello che penso. Sarà una gara tra due grandi, per blasone, storia e soprattutto per me. Quindi in realtà spero non vinca nessuna, credo che un pareggio mi farebbe felice”.
Lei arrivò per caso a Cosenza, ma sfiorò la promozione in A…
“Se ci penso mi vengono i brividi: è stato un anno bellissimo, il mio primo anno davvero importante, quello che poi mi ha lanciato. Realizzai 10 gol ed ero entusiasta di tutto, della squadra, della città, dei tifosi che rimarranno per sempre nel mio cuore. Fu una delusione alla fine perché noi ci credemmo davvero e sperammo di arrivare tutti insieme in Paradiso. Per tutto il girone di andata siamo stati la squadra da battere, poi però non abbiamo retto la pressione di chi ci stava dietro. Se ci penso, ancora oggi brucia come allora, soprattutto per i tifosi che avrebbero meritato il salto di categoria”.
Sa che a Cosenza quel suo gol alla Salernitana è un cult, un ricordo indelebile?
“Vale lo stesso per me, nonostante ne abbia segnati diversi dopo: fu il mio primo gol in B, arrivato in quel modo poi, al 93′, al termine di una partita tiratissima e sofferta e soprattutto sentitissima da squadre e tifoserie. È uno di quei ricordi che serbo con grande gelosia”.
Come viveva a Cosenza il rapporto con il pubblico?
“Benissimo, mi sono sentito a casa fin dal primo giorno e con i tifosi avevo un rapporto speciale. Il San Vito non è uno stadio qualunque e quando lo riempivano noi in campo ci sentivamo fortissimi. Fuori era una festa, c’era un clima incredibile, surreale, ne ho vissuti pochi così e proprio per questo credo che soprattutto loro avrebbero meritato la promozione”.
Quando andò via sbarcò a Messina, che differenze?
“Diverse. Sono stato bene anche a Messina, ma il clima era completamente diverso: fu un campionato difficile, tormentato, avevamo come obiettivo quello di salvarci e anche se a livello personale segnai 19 gol, sfiorando il titolo di capocannoniere, a livello generale non fu semplice gestire le numerose difficoltà che incontrammo”.
Poi arrivarono la Serie A e i grandi campioni. Nonostante reti splendide, non militò mai in top-club. Perché?
“I tifosi di allora, i miei compagni e chi mi conosceva, avrebbe la risposta facile: a me è mancata la testa per confrontarmi a certi livelli, inutile nascondersi. Ognuno è fatto a modo proprio e io oggi riesco con lucidità ad affermare che è quella che mi è mancata: ho avuto sempre un carattere molto istintivo e poco pragmatico ed è questo che ha fatto la differenza. Nonostante tutto però sono contento di come sia andata”.
Lei è di sinistra come la maggior parte dei tifosi del Cosenza. Cosa ne pensa della Tessera del Tifoso e della tendenza delle curve a buttarsi a destra?
“Di politica ho smesso di parlare diversi anni fa e mi sono ripromesso di non farlo più. Per quanto riguarda la Tessera del Tifoso, invece, credo che anziché risolvere dei problemi se ne sia aggiunto uno nuovo. Non ho ben capito quale sia l’obiettivo della normativa, so che però la stanno in parte rivedendo. Finanche i più sprovveduti si sono resi conto che non avvicina la gente allo stadio, ma la allontana”.
Quest’anno il Cosenza festeggia il centenario, è già stato invitato?
“Mi dà una notizia nuova e bellissima. Non lo sapevo, ancora non sono stato invitato, ma se lo facessero è certo che verrei: sarebbe fantastico ed emozionante”.
Zampagna, per chiudere ce lo vuole dire per chi farà il tifo domenica?
“Assolutamente no: spero in un pareggio, vincerei in ogni caso”. (Mariella Lonoce)

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