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“Ma chi era Denis Bergamini?”

“Ma chi era Denis Bergamini?”

Oltre cinquecento bambini hanno sfilato per le strade della città in memoria di un calciatore che è diventato un simbolo. Il suo viso rappresenta la voglia di verità.
ricordo denisDonata e Domizio Bergamini nel corso della fiaccolata silenziosa di ieri in città
“Ma chi era Denis Bergamini?” Gli oltre 500 bambini delle scuole calcio della provincia, che ieri hanno animato la fiaccolata in memoria del biondo numero 8 rossoblù tragicamente scomparso 24 anni fa, con insistenza continuavano a chiedere a genitori e istruttori chi fosse e che cosa rappresentasse quel nome e quel viso. Chi lo ha conosciuto, da calciatore o da uomo, potrebbe raccontarne il sorriso e la voglia di vivere, la sua fedeltà e attaccamento alla maglia del Cosenza, la instancabile corsa a caccia di palloni e avversari sul campo, il fondamentale contributo alla riconquista dell’agognata serie B dopo un’attesa lunga 24 anni. A distanza di altri 24 anni le nuove generazioni non possono di certo ricordarne e comprendere tali aspetti ma di certo oggi Denis vale e significa molto di più. Dietro quel volto, icona innalzata ad esempio, si Legge il bisogno di giustizia e di verità di una società civile dove tali, fondamentali e costituzionalmente garantiti, valori sembrano sempre più graziose concessioni che non diritti inviolabili e imprescindibili. Ecco chi oggi chiede chi è Denis Bergamini può trovare nella riaffermazione di questi principi le giuste risposte. Denis è la battaglia condotta da una famiglia e da un’intera società che chiede e pretende di conoscere la verità, non per vendetta ma per sete di giustizia e libertà, per potersi riconoscere finalmente nei valori che faticosamente in questa società si cerca di insegnare a quei bambini, figli e nuovi uomini, che nella fioca luce di una candela cercano di scorgere il proprio futuro. Domani, lunedì, sarà il giorno della verità… almeno si spera. (Antonio Pallo)

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