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Cosenza, il tuo primato tra realtà e futuro

Cosenza, il tuo primato tra realtà e futuro

Nonostante l’allungo sul Teramo e sul nono posto, i Lupi di Cappellacci hanno incontrato altre difficoltà in casa. E’ stato incassato anche il primo gol su azione, ma poco male.
cosenza-ischia3Meduri e Napolano sulla palla in attesa di battere un calcio di punizione (foto mannarino)
Verrebbe facile, analizzando i meri numeri, soprassedere all’ennesima prova incolore dei Lupi formato casalingo. Primato in classifica, solitario o in coabitazione cambia poco, decimo risultato utile consecutivo, miglior difesa del campionato e, soprattutto, dieci punti di vantaggio sulla nona in classifica. Detta così nulla si potrebbe eccepire al campionato sino ad ora condotto dai rossoblù i quali, evidentemente in maniera saggia, viste le caratteristiche dei giocatori in rosa, hanno decisamente puntato tutto sul rendimento in trasferta dove, vuoi per le qualità della squadra vuoi anche per la consistenza a volte ridotta degli avversari di turno, riescono ad avere un ruolino di marcia da capolista incontrastata. Ma è proprio dall’analisi dei dati finora emersi che si può capire chi siamo e soprattutto cosa possiamo diventare. Innanzitutto decimo risultato utile e miglior difesa del campionato con soli nove gol al passivo di cui solo uno, quello di ieri, subito su azione manovrata: questi numeri ci danno senza alcun dubbio dimostrazione di grande solidità difensiva e di convinzione nei propri mezzi. Una squadra vincente non può non partire da una fase difensiva solida che consente, nello sviluppo delle singole gare, di affrontare qualsivoglia avversario partendo da un vantaggio di base importante. Accanto a ciò c’è altresì da registrare che anche in fase offensiva, venti le reti sino ad ora siglate dal Cosenza, lo score è confortante soprattutto tenuto conto che tutti i componenti del pacchetto avanzato hanno contribuito, sostanzialmente in egual misura, alla consistenza numerica delle realizzazioni. Infine il vantaggio ormai stabile dalla nona, con il resto del campionato che registra risultati altalenanti e con compagini che non riescono, eccezion fatta per il Teramo, a mantenere una continuità di risultati tale da consentire la riduzione delle distanza. Analizzato tutto ciò parrebbe che tutto vada bene e che voler segnalare difetti o carenze sia solo questione di puntiglio o volontà di destabilizzare ciò che parrebbe in realtà solido e duraturo. Ebbene così in realtà non è: la domanda che ci poniamo da qualche settimana è quali risultati potrebbe raggiungere questa squadra se riuscisse a capitalizzare anche le partite casalinghe e soprattutto cosa manca per ottenere questi risultati? La prestazione di ieri appare emblematica sotto tale profilo: il centrocampo non appare in grado di prendere in mano la partita, forse fin troppo preoccupato di proteggere la difesa, urge sotto questo profilo un intervento sul mercato, l’acquisizione quindi di un regista e di un secondo elemento capace di corsa e inserimento. Gli attuali componenti il pacchetto mediano non hanno queste caratteristiche ed ecco allora che l’intervento sul mercato si rende necessario per dare alla manovra non solo equilibrio ma anche forza propositiva. Ma non basta: nonostante i buoni risultati in fase offensiva, anche li c’è da intervenire per migliorare e investire nel futuro. L’attacco manca di un elemento di peso, di un centravanti vero cui affidarsi nel momento di maggior difficoltà e che riesca a dare quell’alternativa alla manovra che oggi manca. Utilmente individuati e acquisiti questi elementi, Cappellacci potrebbe iniziare a lavorare sul progetto Lega Pro Unica costruendo una squadra che sin da subito potrebbe rappresentare una realtà importante nel prossimo torneo. Comunque, alla fine della fiera, il primato resta e questo per ora basta, ma oggi non possiamo sederci sugli allori: a gennaio tutto può cambiare e dobbiamo farci trovare pronti ad ogni evenienza, sperando che tutto il resto sia …. “normale”. (Antonio Pallo)

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