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Cosenza, un incidente di percorso che deve far riflettere

Cosenza, un incidente di percorso che deve far riflettere

Possono essere tante le cause della sconfitta di Aprilia, ma per il futuro serve che si inizi ad utilizzare il verbo “programmare” e che alcune scelte siano fatte col cuore. Biccio in primis.
de angelis ad apriliaL’attaccante del Cosenza Gianluca De Angelis in azione nel match di Aprilia (foto shartella)
Nelle discussioni che animano il post partita di Aprilia c’è chi punta alla traversa di Alessandro ed alla svolta che avrebbe potuto dare alla gara, chi, come il mister, alla natura in sé del gioco del calcio, mai banale e sempre pronto a regalarci sorprese ed insidie dietro ogni angolo ed alle imperfezioni della compagine silana, chi alla mera sfortuna che non ha voluto regalarci l’ennesima prova d’amore. C’è anche chi, da ultimo, vorrebbe ascrivere la sconfitta ai “mal di pancia” che magari non hanno consentito ai lupi di vivere un’ulteriore giornata di gloria in trasferta, ma questo è argomento che lasciamo al tempo ed al suo insindacabile giudizio. Certo, disquisire circa il risultato di ieri, e i suoi possibili risvolti, sembra in apparenza esercizio inutile e fuorviante, due sconfitte in 15 partite sin qui giocate è uno score di tutto rispetto e soprattutto un ruolino di marcia da capolista che, come abbiamo detto già nelle scorse settimane, è obiettivo ben conseguibile, aggiungiamo noi, soprattutto se in sede di mercato si opererà con intelligenza integrando la rosa nei ruoli ad oggi ancora scoperti. Detto questo, certi che si tratta comunque di un “normale” incidente di percorso, partiamo proprio dalle affermazioni del tecnico rosso blu per ribadire un concetto già espresso nelle passate settimane. Il Capp nel post partita così recita: “Nel primo tempo dovevamo essere più svelti a muovere palla. C’erano pochi spazi, serviva una giocata, che alla fine, come sempre, è arrivata ma non è bastato per andare in gol”. E poi ancora: “Credo che il Cosenza abbia giocato una buona partita e abbia creato diverse occasioni da gol: il problema è che bisogna farli…”. Il solito refrain che da qualche settimana a questa parte sentiamo ripetere e che corrisponde poi alle esigenze, e crediamo anche alle richieste, che il Capp abbia rivolto alla dirigenza rosso blu per il prossimo mercato invernale. Appare ormai evidente, anche a chi il calcio lo segue solo in poltrona, che questa squadra necessiti come il pane di due, almeno, elementi in grado di completare il lavoro sin qui svolto, e, forse, diciamo noi, di qualche “sostituzione” in ruoli complementari che consentano anche di guardare al futuro in ottica “programmazione Lega Pro Unica”. Tradotto in soldoni un regista, si badi bene non l’ennesimo mediano o incursore ma un tessitore di gioco, un centravanti di quelli con la c maiuscola, capace di supportare la verve e la tecnica dei vari Mosciaro, Alessandro, Calderini o De Angelis, e di finalizzare poi il gioco della squadra. Questi come priorità assoluta, cercando poi di rivalutare la necessità del mantenimento in rosa di alcuni elementi eventualmente sostituendoli con altri di prospettiva futura. Questa volta ci vogliamo sbilanciare indicando nello specifico un nome tra tutti: Pietro Arcidiacono. Il Capp con il furetto siciliano potrebbe completare un pacchetto avanzato di primissimo ordine capace anche di prospettiva futura. Alla società chiediamo un sforzo, non tanto economico quanto di orgoglio, e di riaccogliere un calciatore che giornalmente dimostra di avere il Cosenza e Cosenza nel cuore, certi che il risultato non potrebbe che essere positivo. Ci piace ribadire sempre che nel calcio non si vive di solo “cervello” ma anche e soprattutto di “cuore” e per infiammare una tifoseria ancora un po’ silente serve anche un colpo ad effetto e “Biccio” decisamente lo è. (Antonio Pallo)

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