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Cosenza, persi 76mila spettatori in vent’anni

Cosenza, persi 76mila spettatori in vent’anni

Prendendo in esame i primi trimestri delle stagioni passate, nel corso del tempo si è registrato un calo costante e vertiginoso. Le cause sono molteplici e vanno ricercate nelle delusioni sportive, nei fallimenti societari e in un San Vito vecchio. Ecco i dati a confronto.
cs-viareggiooooLa Tribuna B in Cosenza-Viareggio. Fu l’ultimo atto di Prima divisione (foto mannarino)
In 20 anni il Cosenza ha perso qualcosa come 76mila spettatori. E’ questo il dato relativo alle prime giornate di campionato disputate al San Vito. Abbiamo preso in esame le sette gare interne giocate da settembre ad oggi, lasciando fuori l’ultimo match contro il Martina dove i presenti ormai si contavano sulle dita di una mano. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti quattro campionati: quello della stagione ’93-’94 in Serie B, quello della “rinascita” nel 2003-2004 in Serie D e gli ultimi due con Guarascio al timone. Vent’anni fa il calcio era ancora passione e il Cosenza proveniva da un’importante stagione con Silipo in panchina che venne confermato dalla dirigenza dell’epoca. Il torneo iniziò nel migliore dei modi con due successi a Vicenza e in casa col Palermo. Alla terza partita il match con la Fiorentina fece registrare il record assoluto di incassi battuto solo anni dopo da Cosenza-Lazio di Coppa Italia. Fino a novembre, il flusso di tifosi transitato da Via degli Stadi permise al botteghino di staccare 97.769 biglietti, senza contare quelli omaggio. Dieci anni dopo i segni del declino erano già evidenti. I Lupi ripartivano dopo decenni dalla Serie D, ma la piazza rispose bene sottoscrivendo quasi 2mila abbonamenti. L’illusione di poter ripartire “calciando dal basso” o di stare “meglio all’inferno” durò poche settimane, sebbene molto intense. Quasi 13mila spettatori all’esordio con la Rossanese, più di 7mila nel derby col Rende e 6mila con la Vigor Lamezia: il bottino fu egregio. Il primo trimestre fece segnare comunque un dato significativo: 36.709 spettatori paganti. Negli anni l’asticella si abbassò sempre più con una doverosa parentesi per l’era Mirabelli, ma il trend è comunque in ribasso. L’anno scorso fino a novembre la Nuova Cosenza poté contare appena su 14.052 spettatori, mentre quest’anno su circa 21.300. Quest’ultimo dato è parziale perché a Guarascio e Quaglio non piace fornire i numeri degli incassi, ma preferiscono tenere per loro anche i presenti in modo da evitare che vengano fatti semplici calcoli. L’effetto ripescaggio è durato appena tre-quattro partite, i numeri poi sono tornati impietosi.
LE CAUSE DELL’ALLONTANAMENTO. In vent’anni il calcio è cambiato tantissimo e soprattutto l’avvento delle pay-tv ha giocato un ruolo fondamentale. Gli stadi si sono svuotati ovunque e si riempiono soltanto ciclicamente in presenza di incredibili traguardi raggiunti. L’esempio di Reggio Calabria è lampante. Cosenza, nel tempo, non ha fatto niente per trattenere sui gradini del San Vito gli sportivi di fede rossoblù. Il primo colpo fu inferto a Lecce quando si perse la Serie A, ma una delusione sportiva può sempre essere rimarginata. Le ferite che sanguineranno sempre sono quelle generate dai fallimenti e dall’incapacità di gestire la società. I Lupi furono decapitati nel 2003. Fu l’anno della svolta in negativo: evitare l’esclusione e partecipare alla B allargata avrebbe significato garantirsi palcoscenici importanti per un’altra decina di anni almeno. Gli introiti per il torneo cadetto iniziarono a lievitare da allora, si triplicarono, ma il Cosenza fu costretto a ripartire dai dilettanti.
ADDIO PROVINCIA. A fare la differenza non sono i pochi irriducibili che ogni domenica non fanno mancare il proprio apporto ai rossoblù, ma le migliaia di tifosi che hanno preferito non spostarsi più. Garaggiare tra i dilettanti ha costretto il Cosenza a spostarsi sul territorio della sua stessa provincia, generando perfino rivalità e voglia di competizione da parte di chi fino ad allora fungeva da sparring-partner per le partitelle del giovedì. In questo contesto, si è generata la frattura decisiva. Semmai il dato sarà invertito, avverrà soltanto perché al San Vito saranno di scena la Juve o il Milan.
IMPIANTO VETUSTO. Infine, ma non per di secondaria importana, c’è la questione legata al San Vito. E’ uno stadio vetusto, poco accogliente che è stato trasformato nel tempo in una sorta di lager per tifosi: per accedervi bisogna varcare quattro cancelli e un tornello. Il susseguirsi delle leggi antiviolenza hanno modificato nell’aspetto un impianto che vantava già un’ubicazione “tranquilla” per le tifoserie ospiti. Il costo dei biglietti, la crisi economica e gli spettacoli poco interessanti lo hanno reso pressoché reso inutilizzato per il suo 70%.

Spettatori al San Vito Settembre-Novembre 1993
Cosenza-Palermo 1-0 12.456 spettatori
Cosenza-Fiorentina 1-1 24.689 spettatori
Cosenza-Pisa 2-0 17.382 spettatori
Cosenza-Andria 0-0 14.122 spettatori
Cosenza-Venezia 1-1 14.844 spettatori
Cosenza-Modena 1-0 14.276 spettatori
Totale 97.769 spettatori
fonte almanacco del calcio

Spettatori al San Vito Settembre-Novembre 2003
Cosenza-Rossanese 12.752 spettatori
Cosenza-Milazzo 3.476 spettatori
Rende-Cosenza 7.244 spettatori
Cosenza-Vigor Lamezia 6.197 spettatori
Cosenza-Fincantieri 2.199 spettatori
Cosenza-Trapani 2.623 spettatori
Cosenza-Adernò 2.218 spettatori
Totale 36.709 spettatori
fonte almanacco del calcio

Spettatori al San Vito Settembre-Novembre 2012
Cosenza-Nissa 1.342 spettatori
Cosenza-Noto 1.781 spettatori
Cosenza-Ribera 1.955 spettatori
Cosenza-Montalto 3.480 spettatori
Cosenza-Palazzolo 1.113 spettatori
Cosenza-Gelbison 2.569 spettatori
Cosenza-Cavese 1.812 spettatori
Totale 14.052 spettatori
fonte www.cosenzachannel.it

Spettatori al San Vito Settembre-Novembre 2013
Cosenza-Tuttocuoio 4.000 spettatori
Cosenza-Sorrento 4.000 spettatori
Cosenza-Arzanese 1.000 spettatori
Cosenza-Melfi 3.000 spettatori
Cosenza-Foggia 5.000 spettatori
Cosenza-Chieti 3.000 spettatori
Cosenza-Ischia 1.300 spettatori
Totale 21.300 spettatori circa
fonte www.cosenzachannel.it

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