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2014: l’anno dei Lupi

2014: l’anno dei Lupi

l’editoriale di Piero Bria
Anno nuovo, vita nuova. Il centenario è arrivato. Tocca a tutti esserne protagonisti. E la società ha l’obbligo di cambiare registro per costruire oggi i sogni di domani.
cosenza 1930
Quando inizia un nuovo anno ci sono nuovi propositi. Inutile guardarsi indietro e recriminare. Per Cosenza, per il Cosenza il 2014 sarà un anno da ricordare. Un anno in cui verranno festeggiati cento anni di storia. Roba che a pochi è toccato. Perdere l’occasione per far conoscere la storia calcistica della nostra città sarebbe deleterio. Ecco perché, a differenza di quanto si può pensare e degli errori commessi da questa società in passato, siamo qui a sollecitare tutti al motto di “anno nuovo, vita nuova”. A partire dalle istituzioni che devono mostrarsi parte integrante di quella che si spera possa essere una festa che duri a lungo e non solo una giornata. Ognuno quest’anno può e deve contribuire all’organizzazione del centenario rossoblu. Ripercorrere la storia di un club che ha sofferto tanto ma che, seppur piccola realtà di provincia, è riuscita a trovare gloria fino ad arrivare ad un passo dalle grandi. Non si faccia l’errore di pensare che la società non debba muoversi ed usufruire solo dell’aiuto delle istituzioni e dei tifosi. Guarascio in primis deve cambiare registro e mettersi alle spalle gli errori passati. Si ricomincia e lo si fa con quella trasparenza tanto decantata in tempi non sospetti. Serve guardare in faccia i propri interlocutori ed essere sinceri. Esporre un progetto e capire come far si che questo si concretizzi. Per farlo non serve necessariamente denaro, o quantomeno non solo. Cosa si vuole fare del Cosenza? Un’entità che vive alla giornata e si pavoneggia dell’ottima posizione in classifica o una società forte e capace di resistere alle avversità del campo? Cosenza ha bisogno di certezze che vanno al di là dei risultati. Per ottenerle serve programmare e ottenere il consenso di tutti coloro che tengono alle sorti del club rossoblù. A Guarascio la palla. Cosenza merita un condottiero capace di costruire oggi i sogni di domani. Buon secolo Cosenza. E’ la storia a dirlo. 

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