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Aspettando il centenario: qual è stato il miglior fantasista?

Aspettando il centenario: qual è stato il miglior fantasista?

Da Biagioni ad Ardit, da Fiore ad Urban, da Strada a Demaria, passando per Buonocore e Maiellaro. In questa settimana i tifosi sono chiamati a dare brio e imprevidibilità.
cosenza-casertana 1 La zuccata di Pepe con la Casertana per poco non terminava in rete (foto mannarino)
Nuova sondaggio di CosenzaChannel.it che da già da diverse settimane sta chiamando i tifosi a comporre la squadra del centenario. Sinora i verdetti sono stati più o meno netti. A disposizione del signor Bruno Giorgi giocherebbero Zunico tra i pali; Parisi, Napolitano, Bia e Lombardo in difesa; Lentini ala destra; Bergamini mediano di rottura; De Rosa regista. Questa settimana è il turno dei fantasisti, dei numeri dieci, di coloro che una volta venivano schierati da mezzali e che lentamente avanzarono di qualche metro il loro raggio d’azione. Sono sette i nomi tra cui poter scegliere e la sfida non c’è dubbio che sarà all’ultimo click. Oberdan Biagioni transitò in riva al Crati dal ’90 al ’92 e fece un fugace ritorno nella stagione ’99-’00. Fece innamorare con le sue giocate il San Vito e sfiorò la Serie A con Edy Reja in panchina: in tutto 80 presenze e 11 gol. Elio Ardit indossava la casacca numero dieci a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 e conquisto la prima storica promozione in B. Le presenze alla fine furono 114, i centri ben 27. Stefano Fiore non ha bisogno di presentazioni in quanto ha diretto con grande bravura l’area tecnica nelle ultime due stagioni. In rossoblù 54 gettoni e 10 reti. Alberto Urban per molti anni fu la “fantasia” del Cosenza. Tre stagioni indimenticabili dall’86 all’89 con il salto tra i cadetti, arricchito da dribbling, accelerazioni fantastiche, 97 presenze e 14 gol. Pietro Strada accettò Cosenza per vincere il campionato. Con Mutti ci andò vicino: dal 2000 al 2002 scese in campo 29 volte siglando due reti. Attilio Demaria era un italo-argentino che vinse il mondiale con gli azzurri nel 1934. Arrivò a Cosenza con la duplice veste di calciatore-allenatore nel 1946 e scese in campo 44 volte alla venerenda età di 38 anni. Enrico Buonocore esplose proprio al San Vito nel 1994. Resto fino al novembre del ’95 facendosi apprezzare per delle movenze e dei colpi appresi dirattamente da Maradona nella Primavera del Napoli. Siglò 10 gol in 34 gare. Chiude il quadro Pietro Maiellaro. Nella stagione ’93-’94 siglò uno dei suoi 7 gol alla Fiorentina, da sempre considerato il più bello sempre. Dite la vostra anche sui nostri profili Facebook e Twitter, venerdì pubblicheremo i commenti più interessanti. Votate… votate… votate… (co. ch.)

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