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Cosenza, bene il pareggio. Ma il gioco?

Cosenza, bene il pareggio. Ma il gioco?

Un 2-2 importante per la classifica raggiunto nel rush finale contro un avversario determinato e di valore, ma in casa sono evidenti le difficoltà in fase di impostazione.
giordano con casertanaGiordano in azione nel match contro la Casertana ieri al San Vito (foto mannarino)
Al fischio d’inizio della partita avremmo obiettivamente salutato con favore un pareggio contro la Casertana, diretta concorrente che come noi deve gestire un buon vantaggio in ottica Lega Pro Unica, ma al 90′ ancora di più accogliamo con un sospiro di sollievo il risultato finale consapevoli che, forse ancora una volta, è oltre il meritato. Sin dall’inizio è apparsa evidente una migliore quadratura da parte della Casertana che, schierata con un 4-3-3 speculaew, decide di attaccare il Cosenza soprattutto nella zona difensiva presidiata da Mannini e Castagnetti, riuscendo a confezionare proprio da li l’azione del vantaggio. Dal canto suo Cappellacci ripropone il classico modulo dove Castagnetti, imbarazzante la sua prova, sostituisce gli infortunati Meduri e Criaco, di fatto lasciando il pallino del gioco all’avversario. Ne è scaturito un primo tempo mediocre con un Cosenza mai in grado di infastidire l’avversario se non in due sole occasioni nate, la prima, dall’unico guizzo di Alessandro, netto è apparso il rigore sull’argentino, e la seconda da un mancato euro gol di Mosciaro, azione ai più apparsa viziata anche qui da un netto fallo da rigore, con conseguente espulsione di D’Alterio. Fatto sta che, al di la dei sopra citati episodi, nati da spunti individuali e non da azioni corali, il gioco del Cosenza è apparso quanto mai latitante se non inesistente, con un centrocampo incapace di dare ritmo alla manovra e di prevalere sui diretti avversari oltre che ingenuo in alcune circostanze come, ad esempio l’azione che ha portato alla punizione del secondo gol casertano nata grazie ad una vera e propria topica di Castagnetti. Nel secondo tempo la musica è leggermente cambiata ma non per un miglioramento della manovra ma in realtà complice da un lato l’espulsione del capitano campano, reo di un’ingenua reazione su Mosciaro, e dall’altro l’ingresso in campo di Calderini e del cuore e del carattere di questa rosa. Quanto al primo, meritevole di elogi non fosse altro per il gol del pareggio, ci viene da chiederci come sia possibile rinunciare, in partita ed a quanto pare anche sul mercato, all’unico giocatore in rosa capace di un passaggio diverso dall’ordinario o di quel guizzo in grado di capovolgere le sorti di una partita soprattutto quando hai una squadra priva di fosforo a centrocampo. Certo al buon Cappellacci non si può buttare la croce addosso: in fondo sino ad ora la squadra, anche grazie alle sue alchimie, è riuscita a sopperire alle evidenti lacune di una rosa costruita ottimamente in difesa e bene in attacco ma chiaramente inconcludente nel settore mediano dove né Meduri e né Castagnetti hanno sino ad ora dimostrato il loro valore. Quanto al cuore c’è ormai ben poco da dire se non ribadire ancora una volta quanto carattere abbia questa squadra che nonostante tutto riesce sempre a trovare quella scintilla che le consente di gettare il cuore oltre l’ostacolo e arrivare a conquistare il risultato sperato. Detto ciò, sono trascorsi già 10 giorni dall’apertura del mercato di riparazione e da Via degli Stadi nessun cenno giunge in tal senso tanto che sorge il fondato sospetto che la linea sia di arrivare a fine campionato stringendo i denti ed augurandoci che tutto prosegua per il meglio e senza ostacoli di sorta. Ad ognuno le proprie valutazioni sulla politica societaria in tal senso scelta, in attesa che, almeno per quanto riguarda il centenario, evento unico e non ripetibile o rinviabile, il tanto annunciato e mai esplicato programma di eventi diventi realtà conoscibile ai potenziali partecipanti. (Antonio Pallo)

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