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Cosenza, una sconfitta davvero imbarazzante

Cosenza, una sconfitta davvero imbarazzante

Esce malconcia dalla trasferta la squadra di Cappellacci che, come a Sorrento, non riesce a portare a casa il risultato causa un atteggiamento non adeguato alla sfida.
cappellacci affrantooCapp non crede ai suoi occhi dopo il 3-1 di ieri pomeriggio con l’Arzanese (foto shartella)
Ancora una volta, quasi a voler autoconvincerci, partiamo dal presupposto che la sconfitta contro l’Arzanese non pregiudica assolutamente le ambizioni di promozione del Cosenza; tale è il margine e tali sono le potenzialità di questa squadra che appare francamente quasi impossibile non cogliere il traguardo finale. Resta però l’amarezza nel constatare che, come nelle ultime trasferte giocate, precedentemente roccaforte del cammino rossoblù, il Cosenza pare abbia perso, non solo quella grinta e quella cattiveria agonistica che hanno contraddistinto l’undici silano nella prima parte della stagione, ma anche, e forse sta in questo il dato più allarmante, quella capacità di leggere la partita che aveva consentito a Cappellacci di giocare con gli avversari come il gatto con il topo. L’immagine essenziale della sconfitta di ieri risiede nell’analisi fredda dei gol subiti e delle azioni più pericolose dell’Arzanese: formazione quest’ultima scesa in campo con l’obbligo, come da classifica, di inseguire un solo risultato e che ha sempre sistematicamente colpito il Cosenza con l’identico e ripetitivo schema contro il quale, per 95 minuti, né i calciatori scesi in campo né Cappellacci si sono dimostrati in grado di poter rimediare, sorgendo anche il dubbio, a tratti, cosa forse più grave, che nessuno avesse inteso il giochino predisposto da Marra. La squadra è apparsa passiva e priva di cattiveria agonistica e, per larghi tratti, inconsapevole dello sviluppo del match: eppure è apparso da subito evidente il refrain tattico che l’Arzanese aveva deciso di sviluppare e, senza con ciò voler scendere in particolari tecnici che non ci competono, probabilmente andavano adottati rimedi e soluzioni che, forse per difetto di comunicazione o forse per un calo di concentrazione non giustificabile, potevano e andavano predisposti anche a partita in corso senza che poi ciò avvenisse. Alcune domande nascono dall’analisi complessiva delle ultime prestazioni del Cosenza che, fatta eccezione per la sfida della passata settimana contro la Vigor Lamezia, sembra aver smarrito quel “ghigno” che invece gli avversari di turno puntualmente stanno sfoderando e che non riusciamo a contro bilanciare. Sembra necessario a questo punto fare una profonda riflessione sull’atteggiamento complessivo che la squadra dovrà assumere da ora fino alla fine del torneo: se in fondo, ci ripetiamo, il risultato finale non sembra essere in discussione, quello che viene in mente è che fondamentale per la costruzione di una grande squadra, in grado di sopperire anche ai momenti di difficoltà che sempre nello sport sono dietro l’angolo, è avere una mentalità vincente che ti porta a ricercare costantemente la conquista del risultato anche al di là della prestazione. Come mister Cappellacci ha recentemente affermato, dopo la chiusura del mercato di riparazione, la rosa è ora completa e tale da consentirgli anche quelle alchimie tattiche che sino ad ora non ha potuto mettere in pratica. Guai ad abbassare la guardia perché, al di là della promozione, c’è anche da salvaguardare il prestigio di una città e di un centenario che ci piacerebbe ricordare anche per le prestazioni dell’undici rossoblù. (Antonio Pallo)

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