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Fusi: “Vi racconto del codice etico del Castel Rigone e di Calderini…”

Fusi: “Vi racconto del codice etico del Castel Rigone e di Calderini…”

Il tecnico umbro in vista della trasferta di Cosenza descrive le scelte della società e parla del fantasista dei Lupi: “I rossoblù è giusto che siano lassù, la piazza merita la Lega Pro”.
fusi crigone2L’allenatore del Castel Rigone Luca Fusi sta portando in alto la sua squadra
È una delle società e squadre più interessanti del girone il Castel Rigone di Luca Fusi, prossimo avversario del Cosenza al San Vito. Interessante sotto diversi punti di vista, perché ha un gioco molto più elaborato rispetto ad altre compagini, perché ha tra le sue fila il capocannoniere del torneo, perché è una delle sorprese in quanto neopromossa ma soprattutto perché ha un presidente, l’imprenditore Cucinelli, che ha voluto una vera e propria rivoluzione etica per i suoi tesserati. A raccontarci tutto questo proprio Fusi, subentrato in corsa ma intenzionato a traghettare la squadra in lega Pro Unica: “Sono contento di essere entrato a far parte di questo progetto, ancora di più perché mi sono reso conto fin da subito di quanto fosse solido e serio il nostro presidente che nella squadra sta cercando di portare avanti un codice etico che ritroviamo nella sua azienda tra i suoi dipendenti. È una piccola rivoluzione se pensiamo a come siamo abituati purtroppo a vedere e vivere il calcio, una filosofia che poi ha dei riscontri positivi perché ti permette di stare tranquillo, avere meno stress seppur non perdendo di vista l’obiettivo che è quello di fare punti. Le nostre regole sono quelle di avere il massimo rispetto per tutte le componenti, non protestare, rispettare la terna arbitrale, non avere comportamenti antisportivi, lasciare lo spogliatoio in trasferta pulito, vincere senza prendersi gioco dell’avversario e perdere con dignità e con la consapevolezza che l’avversario può essere stato più forte di noi”. Insomma, qualcosa che altrove difficilmente si trova. “Come dicevo prima queste regole ovviamente si affiancano poi al risultato e da questo punto di vista la vittoria di domenica scorsa, arrivata dopo tre ko consecutivi, ci ha dato serenità dopo un momento difficile. In vista della trasferta di Cosenza la cosa questa ci permette di affrontare la partita con minori ansie rispetto a quelle che abbiamo avvertito prima del Poggibonsi, che era per noi scontro diretto”. I biancazzurri hanno dimotrato un ottimo gioco, ma spesso i risultati non li hanno premiati. “Questa squadra in diverse occasioni non è riuscita a raccogliere quanto seminato nel corso dei 90 minuti e questo credo dipenda da tante cose come l’inesperienza della società nella categoria, ma anche dallo strano campionato che viviamo con tutte queste retrocessioni dirette che spesso rendono l’obiettivo prioritario e le tensioni portano a non esprimersi sempre al meglio. Teniamo presente che, escluse le prime quattro, le altre sono tutte allo stesso livello. Cosenza, Casertana, Teramo e Foggia sono a mio modo di vedere le squadre che per società, organizzazione, pubblico e blasone meritano la Lega pro unica, quattro piazze importanti ed è giusto che praticamente siano già salve, mentre tutte le altre invece se la dovranno giocare fino al l’ultimo minuto di campionato e dai risultati di questo girone di ritorno possiamo vedere ogni domenica sera quanto sarà dura mantenersi a galla anche perché il distacco è veramente breve”. Il match del San Vito sarà molto accattivante. “Domenica troveremo un Cosenza super motivato dopo la sconfitta subita contro l’Arzanese e desiderosa di riscattarsi davanti al suo pubblico e sarà difficile per noi ma affronteremo serenamente la sfida sapendo comunque di potercela giocare con tutti; ho giocatori importanti e vogliosi di imporsi nella categoria, dalla mia ho anche il capocannoniere del girone che è un ragazzo eccezionale che sta facendo benissimo e che se avesse avuto più fiducia in se stesso si sarebbe certamente imposto prima tra i professionisti senza dover attendere i 34 anni. I rossoblù del resto vantano un organico di tutto rispetto, fatto da uomini di esperienza e di grande qualità come Calderini che ho allenato a Foligno e che avevamo sperato ci raggiungesse a gennaio. Grazie a lui avremmo fatto probabilmente il salto di qualità ma credo che rimanendo a Cosenza abbia fatto la scelta giusta perché è una piazza che lo può lanciare verso palcoscenici importanti”.  (Mariella Lonoce)

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