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Cosenza, le jeux sont fait. Ora Guarascio programmi il futuro

Cosenza, le jeux sont fait. Ora Guarascio programmi il futuro

Vincere il campionato garantirebbe anche incentivi da investire sul mercato o nel settore giovanile. Però essere primi è importante per il lavoro svolto da tencico e calciatori.
de angelis gol poggibonsiL’esterno destro con cui De Angelis regala i tre punti e la vetta al Cosenza (foto mannarino)
La conquista dei tre punti contro il Poggibonsi, di per sé, non ha nulla di eclatante vista l’evidente differenza tecnica e di classifica tra le due contendenti. La novità della giornata, se poi di novità si può parlare, è che il Cosenza ha finalmente raggiunto la fatidica soglia dei 50 punti, quota da tutti definita di certezza, e che pertanto da oggi si può ufficialmente festeggiare la promozione nella lega pro unica, salvo la matematica che arriderà alle sorti rossoblu non appena verranno incamerati altri tre punti, magari contro il Chieti, quasi certamente nella prossima casalinga contro l’ormai retrocesso Gavorrano. Detto questo il campionato sembrerebbe di fatto concluso ma, a ben vedere, così non è: la giornata di ieri ha riportato il Cosenza in vetta alla classifica, risultato magari effimero ma comunque prestigioso e rilevante sotto molteplici profili. Innanzitutto la vetta della classifica e la simbolica vittoria del campionato è di fondamentale importanza per la società e per tutto l’ambiente cosentino: dal punto di vista economico finanziario il primo posto consentirebbe un ottimo introito in vista dell’iscrizione al prossimo campionato, con delle somme che potrebbero essere reinvestite in quelle parti del progetto non ancora sviluppate come il settore giovanile, senza considerare il prestigio che la vittoria potrebbe comunque dare all’immagine di una città calcisticamente troppo bistrattata negli ultimi anni. La società potrebbe in effetti sfruttare a pieno la vittoria del campionato per richiamare a se quelle attenzioni dei tifosi e dei media che porterebbero ad un maggiore rilancio dell’immagine e della portata del calcio alle nostre latitudini. Ma il primato servirebbe anche a chi questa promozione l’ha conquistata sul campo, il tecnico ed i calciatori tutti, che, riconfermati o da collocarsi presso nuove società nella prossima stagione, potrebbero pregiarsi di un titolo nel loro palmares ben spendibile sul mercato pallonaro. Insomma alla fine sono tanti i motivi per considerare ancora stimolante il proseguo di questo campionato e la conquista definitiva della vetta. Come dicevamo la scorsa settimana, è anche una questione di rispetto: rispetto per una città ed una tifoseria, forse un po’ troppo assente ma che magari da una vittoria, se pur effimera, potrebbe trovare spunto per riaccendersi di quella passione necessaria nel mondo del calcio; rispetto per una storia lunga 100 anni che merita, mai come in questa stagione, un suggello importante. Detto questo, la rincorsa al primato in classifica non può e non deve di certo costituire una scusante per l’ennesimo ritardo nella programmazione del futuro rossoblu. Mai come in questa stagione, l’aver conquistato con così largo anticipo la promozione deve costituire il punto di partenza per iniziare sin da subito il lavoro per la futura avventura in Lega Pro Unica: qualcuno vorrebbe far passare come porta fortuna l’atavica calma della società nel progettare e realizzare il futuro, ma così non è, e ci attendiamo pertanto che venga immediatamente chiarito quale sarà il progetto tecnico del futuro e con chi questo progetto verrà portato avanti. Che sia Cappellacci o un nuovo allenatore, che sia Marino, che i rumors danno sempre più lontano dalle sponde del Crati, o un nuovo direttore sportivo, che si sappia subito e senza alcun indugio. Da domani si apre un nuovo ciclo nel quale ci troveremo ad affrontare campionati dove la puntuale programmazione ed attuazione delle idee sarà fondamentale per confrontarci con realtà che, a differenza nostra, sanno già cosa come e con chi fare. Vincere e programmare: questo il comandamento per il futuro prossimo. Guai a mollare ora la presa e farsi sfuggire l’ennesima buona occasione per emergere e soprattutto per coinvolgere nuovamente quella grande fetta di pubblico che attende da troppo tempo che le bandiere ritornino a sventolare. (Antonio Pallo)

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