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Il Cosenza a rapporto dal manager Presilla. “Ecco come evitare di rovinarvi la carriera”

Il Cosenza a rapporto dal manager Presilla. “Ecco come evitare di rovinarvi la carriera”

I rossoblù hanno partecipato al workshop organizzato dalla Lega Pro e dalla società Sportradar sulla prevenzione delle frodi sportive. “Controlliamo per conto della Lega tutte le gare di campionato e di Coppa Italia delle prima squadra. Una situazione anomala non è sempre addebitabile ad una scommessa”.
PRESILLA sportradarMarcello Presilla, uno dei manager dell’importante società Sportradar, al San VitoL’intero organico del Cosenza stamattina ha incontrato presso la sala stampa dello Stadio San Vito Marcello Presilla, manager di di Sportradar AG, società leader a livello mondiale nelle attività di contrasto e prevenzione delle frodi sportive, che controlla i flussi anomali di betting a livello internazionale attraverso il Fraud Detection System, il più sofisticato ed avanzato sistema di controllo al mondo, che verifica gli andamenti delle quote sul mercato globale del betting sportivo, rilevando eventuali anomalie e/o andamenti sospetti. Nel pomeriggio, invece, è toccato alle formazioni giovanili rossoblù prendere parte all’Integrity Tour. “Ringrazio il Cosenza Calcio per la disponibilità mostrata – ha detto Presilla prima del secondo incontro – Ha permesso che i suoi tesserati sottraessero un’ora all’allenamento quotidiano per prendere parte al workshop”.
Che tipo di informazioni riesce a reperire la società per la quale presta servizio?
“Sportradar, nel caso specifico, lavorando al servizio al servizio della Lega Pro, segue ogni gara di campionato e di Coppa Italia delle prime squadre. Controlliamo l’andamento delle quote offerte dai bookmaker di tutto il mondo e, laddove ravvisiamo delle anomalie, il nostro sistema le comunica alla Lega Pro”.
A questo punto che iter è previsto?
“La procedura prevede di girare le informazioni alla Polizia di Stato. La nostra è soltanto un’attività di intelligence che segnala situazioni anomale”.
Con chi collabora Sportradar?
“Il nostro Fraud Detection System svolge per conto della Uefa il monitoraggio sui campionati di Serie A e B dei 54 paesi aderenti alla Uefa. In Italia, come detto, controlliamo anche tutte le partite del campionato e della Coppa Italia di Lega Pro”.
Può entrare nello specifico spiegando come avviene una segnalazione?
“Il nostro sistema è tarato in base allo sport, che genera alert di diverso colore. In base ad una serie di algoritmi, ogni alert viene vivisezionato per redigere un report. Questo è molto dettagliato in quanto spieghiamo il perché dell’eventuale anomalia. L’anomalia stessa non è sempre additabile alle scommesse, ma anche ad altre cose. Esistono, inoltre, partite in cui sembra che tutto fili via liscio e non è così. Non sempre le situazioni sospette sono sinonimo di match truccato, pertanto bisogna difendere i tesserati dalle accuse che talvolta gli vengono rivolte”.
Si sente parlare spesso di flusso anomalo. Cosa si intende?
“Il flusso anomalo è una definizione davvero ampia. Iniziamo col dire che il calcio assorbe il 90% delle scommesse sportive e l’Italia non fa eccezione. Gli altri sport, ippica esclusa per cui esiste una tipologia differente, si dividono il resto della torta. La connotazione del termine “scommesse” è di varia interpretazione. Qui non si parla della farina del diavolo, ma stiamo a sottolineare che se c’è un alto numero di scommesse su uno sport, vuol dire che è interessante. Di per sé è quindi un elemento positivo e pericoloso allo stesso tempo visto le somme di denaro che girano. Ad esempio, se si scommette sulle gare di Lega Pro, significa che la Lega Pro viene apprezzata. La perdita di credibilità arriva quando le scommesse vengono ritirate. Posso affermare tuttavia che in linea generale la situazione è ampiamente monitorata”.
Da qui il progetto dell’Integrity Tour.
“Per noi è un progetto innovativo. Portiamo informazioni importanti ai ragazzi su ciò che possono e non possono fare. Preveniamo, insomma, che per una scommessa di 4 euro si rovinino carriera”.  (Luigi Brasi)

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