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La Calabria che sorride: giovani e organizzazione (1/3)

La Calabria che sorride: giovani e organizzazione (1/3)

In esclusiva per CosenzaChannel.it i ds di Crotone e Catanzaro, Peppe Ursino e Armando Ortoli, svelano i successi delle loro squadre che, con il Cosenza, hanno rappresentato per la stagione 2013-2014 il fiore all’occhiello della nostra regione.
ursino crotoneIl direttore sportivo del Crotone Peppe Ursino è al Crotone dal 1995: quai vent’anni
Sorride la Calabria del calcio, finalmente ai vertici dei tornei, con orgoglio, passione e competenze ritrovate. Il Cosenza ha centrato il suo traguardo, festeggiato a stento perché in città si cercano le categorie che contano non più nei ricordi del passato, ma nella viva speranza di costruire un futuro da Serie B. La corsa però continua per altre due calabresi che hanno messo la programmazione alla base di tutto. Il Crotone è ormai una realtà consolidata, mentre il Catanzaro lotta al vertice, ha già le mani sul prossimo mercato e attende solo di capire cosa accadrà nei prossimi due mesi. La città di Pitagora è ormai al centro delle cronache nazionali, è considerata fra le big della cadetteria ed ha il telefono in società ormai rosso dalle chiamate in arrivo dai grandi club. Troppo forte il rumore dei festeggiamenti per le 14 vittorie in campionato e i tanti pareggi centrati su campi difficili che anni fa ospitavano i top club italiani. Sono 50 i punti messi insieme dai rossoblù, tre in meno di un Empoli che in attacco conta su Maccarrone e Tavano, e in squadra ha prospetti pronti alla Serie A. Fra i toscani e i calabresi però ci sono molte analogie, tanti passaggi simili che i club di casa nostra hanno seguito per arrivare ai vertici. A spiegare di cosa si nutre una società che vuole giocarsi i playoff di B, con il sogno di arrivare direttamente in Serie A, è stato il direttore sportivo dei pitagorici. Abbiamo raggiunto lui e il collega che ha allestito una gran squadra a Catanzaro e dalla nostra chiacchierata sono usciti fuori i motivi che stanno portando la Calabria in alto. Programmare, puntare i giovani e scegliere i migliori. Questo il mix secondo Armando Ortoli e Peppe Ursino.
DA FLORENZI A GIANNONE PASSANDO PER BERNARDESCHI. Viene da chiedersi come si possa fare a trovare i migliori prospetti contrastando club con budget importanti. La spiegazione da Crotone e dal ds Ursino. “Per arrivare a questi livelli devi avere bene in testa tre punti fondamentali. Il primo è il lavoro continuo. Una programmazione a lungo raggio che possa garantire un futuro anche negli anni a venire. Ai miei collaboratori dico sempre che bisogna inventare ogni giorno qualcosa di nuovo, per arrivare all’obiettivo di mettere sotto contratto i giocatori prima degli altri. Per farlo non c’è bisogno di mettere per forza più soldi sul piatto, ma devi avere fantasia e tanta competenza. Solo così trovi calciatori come Florenzi. Prospetti forti che hanno l’intelligenza di capire che a Crotone guadagni qualcosa in meno ma giochi, diventi un calciatore da Serie A e sarai subito pronto per un top club e per un contratto importante. Vi svelo un segreto. Qui sono esplosi tanti giovani e l’ultimo è Bernardeschi. Sta dando tantissimo e in tanti lo cercano. Qui vorremmo tenerlo ma se dovesse partire c’è già il sostituto in casa. E’ Giannone, e siamo certi che avrà un grande futuro. Oltre ad avere già le risorse, abbiamo già in mano i giocatori per il futuro e siamo pronti a portarli qui”.
PAROLA D’ORDINE: SCOUTING. A Catanzaro, invece, si pensa al futuro. A confermarlo è il ds Ortoli. “I giovani sono il patrimonio di una società. Noi abbiamo scelto di puntare sui ragazzi perché solo così si può far calcio riducendo le spese. Devi investire e avere il coraggio di lanciarli, altrimenti lo scouting serve a ben poco”. Scouting è una parola che è entrata di diritto nel vocabolario dei direttori sportivi che contano. A Cosenza, per adesso, sono state poche le risorse per creare una vera e propria rete. Ursino parla dell’importanza dei collaboratori in giro per l’Italia. “Precisione, competenze, regole. Un club non regala soldi agli osservatori che non regalano soldi a giocatori poco utili. Io ho una mia rete di ex calciatori che segnalano i talenti, ma l’ultima parola e l’ultimo attento sguardo è il mio. Se lavori bene riduci anche i costi nei giri che effettui in Italia, ma nel farlo devi pensare a chi può rendere in un sistema di gioco, e chi ha testa e piedi per essere una rirorsa del club in campo e in futuro nel mercato”. Anche Ortoli è d’accordo. “Amo ripetere fino allo sfinimento che i giovani sono alla base del calcio. Il nostro sport è fatto di aziende, non di squadre e come in tutte le aziende devi pensare a quanto vale un prodotto. Ha una rendita? E’ utile al mister? Può crescere e trasformarsi in un calciatore prima da Catanzaro e poi da top club? Se i calciatori hanno questi requisiti devi prenderli e se il club spende per creare una rete di scout in giro per l’Italia, state certi che in alcuni anni, con le giuste competenze, avrà talenti da sfornare e regalare al grande calcio. E soldi in cassa nel futuro”. – fine prima parte    (Francesco Palermo)
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