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Il Girone dell’Inferno – I parte

Il Girone dell’Inferno – I parte

Ecco cosa succederà nel raggruppamento più meridionale della Prima divisione a partire da luglio. Incroci pericolosi ogni domenica, con la Lega Pro che punta molto sullo streaming.
prossimo gironeGrande attesa per il Cosenza: potrebbe tornare a giocare derby infuocati e sentitissimi
Abbiamo ipotizzato quello che ad oggi è il girone in cui il Cosenza potrebbe ritrovarsi a partire dal primo luglio. L’abbiamo definito il “Girone dell’Inferno” visto i club partecipanti e le le tifoserie con le quali la Curva Bergamini è divisa da un’acerrima rivalità. Nel nostro speciale affronteremo passo passo questi aspetti (specialmente nella seconda e terza parte), ma la curiosità fra gli amanti del calcio italiano per capire cosa accadrà è davvero tanta. Abbiamo inserito le formazioni che, per la loro attuale classifica, al momento sarebbero costrette a disputare la Lega Pro unica, aggiungendo nell’elenco il Martina e il Chieti che nei playoff del girone C potrebbero spuntarla suelle contendenti e/o prendere il posto della Nocerina. I tifosi del Cosenza sperano che i rossoblù vivano da protagonisti il prossimo torneo, ma l’unica cosa certa è che i gironi saranno suddivisi con un occhio alla cartina, per ridurre i costi, facilitare le trasferte e gli spostamenti degli atleti. A dichiararlo è stato Mario Macalli in persona in un’intervista a CosenzaChannel.it. La riduzione dei costi, tuttavia, riguarderebbe solo i calciatori però, perché dando una rapida occhiata a quelle che potrebbero essere le squadre nel raggruppamento del Cosenza, c’è il concreto rischio di assistere ad un vero e proprio torneo a porte chiuse. E’ così, perché tanti sono i possibili incroci che già in passato sono stati giocati negli stadi blindati e i recenti episodi accaduti alla Turris e alla Nocerina, creano allarmismo in Lega.
LO STREAMING. A rendere questa possibilità ancora più concreta è l’idea delle dirette streaming che Macalli sta prendendo in serissima considerazione. Meno introiti alle società, meno incassi ai botteghini, già disertati in massa in diverse piazze e il concreto rischio che tanti presidenti possano protestare contro questo disegno. Un peccato, perché il raggruppamento del Sud, con molta probabilità, sarà quello più acceso e spettacolare in un campionato riceverà comunque incentivi importanti. La mutualità dei diritti conferirà ai club di Lega Pro il 10% del totale, garantendo ai 60 club di terza divisione una cifra che si aggira attorno ai 440 mila euro per ogni società. Piani che potrebbero cambiare, diminuire ma anche aumentare in base ai parametri della legge Melandri che garantirebbero maggiori introiti per chi fa giocare i giovani e soddisfa altri requisiti. Sono le famose mission che per decreto legislativo devono essere raggiunte. I conti sono quindi in alto mare perché i progetti della Lega non sono in fase embrionale ma ancora sono da rivedere e scoprire meglio. In attesa di farlo però, un dato è certo. L’affluenza negli stadi, già in netto calo, con le dirette tv accuserebbero un’ulteriore flessione non indifferente e tanti match, in campi caldi, sarebbero soggetti a restrizioni nette. (Francesco Palermo)
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