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Il nostro passato, una porta verso il futuro

Il nostro passato, una porta verso il futuro

Il Cosenza proiettato alla nuova stagione deve trarre obbligatoriamente insegnamenti da quella appena conclusa. All’orizzonte confronti importanti con le rivali di sempre.
corsi col teramoCorsi in azione nel match di domenica contro il Teramo al San Vito (foto mannarino)
Concluso ufficialmente questo torneo è tempo di bilanci e considerazioni finali che, normalmente, di questo periodo si sviluppano in misura abnorme. Allora via alle pagelle, ai commenti, agli applausi ed ai fischi. Di certo non ci vogliamo sottrarre a questo refrain, anche se le valutazioni su questo campionato, visto la sua anomala, e speriamo irripetibile, conformazione, le abbiamo già sviluppate da oltre tre mesi a questa parte. Ci limitiamo pertanto ad assegnare un riconoscimento di merito e un flop, tanto per non perdere l’abitudine. Il primo segno positivo lo assegniamo all’intera area tecnica: Cappellacci e i suoi collaboratori, Marino e Condò, l’intera rosa, ciascuno per i propri meriti devono essere segnalati alle cronache come i veri protagonisti di questa stagione e a loro vanno attribuiti gli elogi per il lavoro compiuto ed il risultato raggiunto. L’anomalia strutturale di questo campionato presentava enormi rischi per chi, normalmente, è abituato a pensare e costruire squadre rivolte ad obiettivi “normali”, i nostri hanno avuto la capacità e l’abilità di leggere con anticipo gli auspici di questo torneo e di strutturare una squadra capace di conseguire il risultato prefisso con largo anticipo anche per non correre il rischio di farsi risucchiare, alla lunga, nelle pastoie di un campionato strano e nelle solite falle organizzative. Detto questo, sembra inutile sottolineare ma è opportuno farlo, come questa struttura ha conquistato di diritto, e sul campo, la possibilità di proseguire nel lavoro intrapreso e, possibilmente, misurare la loro abilità in un campionato, quello che la prossima stagione vedrà impegnato il Cosenza, dove la “normalità sportiva” tornerà ad essere il motivo dominante con risultati preconfigurati e obiettivi certi da perseguire. Il flop della stagione riteniamo, invece, di assegnarlo alla Lega Pro ed ai suoi esponenti “pensanti”: chi ha avuto e partorito questa formula, per giungere all’unificazione dei tornei della ex serie C, non ha di certo brillato per acume e sagacia politico-sportiva di fatto regalandoci un’annata priva di ardore agonistico, senza alcuno stimolo di risultato reale, dove la storia era di fatto già scritta visto il peso delle “salve” confrontante con le “retrocesse”. Piazze come Cosenza, Messina, Caserta o Foggia non avrebbero mai perso la grande opportunità graziosamente concessa dai vertici nei confronti di piazze come Aprilia, Arzano o Gavorrano. Detto questo mettiamoci alle spalle questo torneo e proiettiamoci verso la nuova avventura in Lega Pro Unica: un campionato, quello prossimo, che solo a leggere le città coinvolte, richiama alla memoria confronti epici e sfide di alto lignaggio. Un campionato dove non si dovrà solo conquistare un risultato sportivo ma, anche e soprattutto, difendere la storia di una squadra contro le sue rivali storiche. Reggina, Catanzaro, Salernitana, Lecce e tante altre piazze dove negli anni si è consumata la storia del calcio cosentino e le vicende di una comunità sportiva intera. Occorre ricordare per proiettarsi nel futuro, è necessario che nessuno dimentichi chi siamo stati per consentirci di ritornare ad essere noi stessi. La parola, nel senso pieno del termine, passa ora al Presidente Guarascio, silente nelle ultime settimane ma, a suo dire, già proiettato al futuro, al quale, sempre per amor di verità e chiarezza, ricordiamo quanto già gli abbiamo chiesto. (Antonio Pallo)
1. Quale progetto industriale, nella sua applicazione legata al mondo del calcio, ha intenzione di perseguire questa società?
2. Se un tale piano esiste, quali investimenti ed in quali settori verranno realizzati?
3. Con quale struttura manageriale si provvederà ad attuare tale progetto?
4. In questo progetto quali obiettivi sportivi intende perseguire il Cosenza Calcio e con quale scansione temporale?
5. A chi verrà affidata, sul piano tecnico ed operativo, la realizzazione di tale progetto tecnico e con quale prospettiva di continuità?
6. Nel suddetto piano industriale, quale sarà il posto dedicato alla creazione ed al potenziamento del settore giovanile?
7. Con quali risorse economiche ed umane e con quali strutture si intenderà portare avanti il progetto settore giovanile?
8. Quale strategia intende adottare questa società per riavvicinare il tifoso allo stadio San Vito e di conseguenza alla squadra del cuore?
9. Con quale formula si intenderà regolare i rapporti con l’amministrazione comunale per l’utilizzo degli impianti sportivi e quanta parte del progetto verrà dedicata alla ristrutturazione dello stadio San Vito?
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