Tutte 728×90
Tutte 728×90

Parisi, dal campo alla politica. Ma sempre con la maglia del Cosenza

Parisi, dal campo alla politica. Ma sempre con la maglia del Cosenza

L’ex capitano si è candidato a Rende: nel santino fa sfoggio di sé con la fascia di capitano sulla casacca dei Lupi. “La gente mi conosce così, voglio mettere al servizio del cittadino l’esperienza maturata in 22 anni di sport”. Sul Cosenza: “Bene Marino e Capp, il suo rinnovo è un fatto positivo”.
parisi esulta col messinaLo scatto utilizzato da Parisi per il suo manifesto elettorale (foto mannarino)
Scorgere il viso di Nello Parisi su un santino elettorale fa un effetto strano. Per i tifosi del Cosenza è ancora “il capitano”, il condottiero di mille battaglie e l’unico calciatore della storia ad aver conquistato non solo tre promozioni, ma anche ad aver militato con i Lupi in quattro categorie differenti. Si è candidato come consigliere al comune di Rende, suscitando in molti la curiosità per il suo nuovo modo di approcciarsi alla vita quotidiana. Prima di lui esistono esempi illustri di campioni alla Rivera transitati nelle schiere di partiti politici, o altri alla Sollier che la politica la facevano fuori e dento dal campo alzando il pugno e lottando con gli operai. «Per me è un’esperienza nuova – spiega – ma la finalità è di mettere al servizio della collettività quanto ho appreso in 22 anni di carriera in tema di sport».
Parisi, l’ultima volta che l’abbiamo visti lottava sui campi di calcio. Adesso invece è in campagna elettorale. Cosa è cambiato?
“E’ cambiato tanto. Più che una sfida a livello agonistico-sportivo, ora vivo una sfida nel sociale e tra le gente. Mi piacerebbe dimostrare che è possibile attuare concetti e insegnamenti tipici del mondo agonistico”.
L’idea come le è venuta?
“Ad essere onesti avevo pensato alla cosa già qualche anno fa. Col passare del tempo, tuttavia, mi sono appassionato man mano di più. Quando giocavo nel Cosenza, però, l’impegno era totale e mi assorbiva completamente anche a livello mentale. Per chi come me teneva alla maglia non potevano esistere distrazioni”.
Dica qualcosa che dicono i suoi nuovi colleghi…
“Oggi la nazione attraversa un momento critico, ma non sono il tipo che tiene comizi parlando di economia e prescrivendo le ricette giuste per uscire dalla crisi”.
Destra o sinistra?
“Sinistra”.
Sul manifesto elettorale ha deciso di farsi ritrarre con la maglia del Cosenza. Non crede che perderà voti a Rende?
“Penso di no. Ho fatto una scelta precisa per due motivazioni. In primis tutti mi conoscono così: inserire soltanto il cognome con una foto in giacca e cravatta avrebbe spiazzato chiunque. Inoltre ho voluto mandare un messaggio chiaro, fornendo con l’impatto visivo il mio programma: migliorare l’approccio del cittadino alle strutture sportive. Nessun proclama da parte mia, pertanto, ma come detto vorrei mettere a disposizione le mie conoscenze in materia di sport”.
Facciamo un passo indietro e parliamo di calcio. Ha seguito il campionato dei rossoblù?
“Sì ed ho esultato per il salto di categoria. L’idea che mi ero fatto a settembre era corretta: anche la Seconda divisione ha seguito il trend nazionale dell’abbassamento del livello qualitativo medio. Ero convinto che il Cosenza avrebbe conquistato la promozione insieme alle altre favorite, tanto che tra le otto promosse ci sono al massimo una o due sorprese. Cappellacci e Marino sono stati all’altezza: non avevo dubbi. Tra i calciatori ho colto piacevoli conferme (De Anglis e Guidi esempi concreti), mentre la sorpresa è stata Frattali”.
La società ha scelto di confermare Cappellacci, mentre Marino saluterà. Che tipo di ds serve ai Lupi?
“I direttori sportivi purtroppo stanno avendo un po’ di difficoltà a lavorare al San Vito. Forse è la società che deve cambiare approccio verso questa figura. Fiore andò via dopo due anni sempre al top, stesso discorso per Marino: evidentemente c’è stato qualcosa di personale in entrambi i casi e non è una bella cosa vista dal di fuori. Servirebbe maggiore continuità pure con i giovani. Al contrario, però, la conferma di Cappellacci è un ottimo segnale e mi aspetto che ne arrivino altri con il rinnovo dei giocatori maggiormente rappresentativi”.
Il suo successore, Mosciaro, ha avuto qualche incomprensione con l’allenatore. Cosa gli consiglia in vista della Prima divisione?
“Manolo può imporsi tranquillamente in B, ma a volte approfitta troppo delle sue doti tecniche. Deve mettersi al top e pensare a migliorare fisicamente. Un’annata storta può capitare a tutti, ma ribadisco che ha le potenzialità per fare un figurone nella Lega Pro unica”.
E’ stato allo stadio nel giorno del Centenario pagando il biglietto, quando la rivedremo al San Vito?
“Aspetto sempre un segnale dalla società. Io sono sempre stato chiaro e limpido con Guarascio e Quaglio, ma hanno inteso che volessi aizzare una rivolta contro di loro. Invece la mia era solo chiarezza. Quando si ricrederanno sul mio conto, tornerò al San Vito con continuità come vorrei fare già da adesso. Nessuno dimentichi che sono un tifoso rossoblù”.
Ma lei ha proprio chiuso col calcio o la rivedremo presto?
“Spero di rientrare in corsa. Mi aspetta la gavetta da allenatore e una nuova carriera. In quella da calciatore credo di aver imparato qualcosa, ora bisogna mettersi alla prova e soprattutto trovare una squadra pronta a darti fiducia”. (Luca Sini)

Related posts