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Tra un mese il quadro definitivo delle partecipanti alla Lega Pro Unica

Tra un mese il quadro definitivo delle partecipanti alla Lega Pro Unica

La rosa delle 59 squadre alla fine dei playoff di B, Prima e Seconda divisione. Il posto della Nocerina sarà assegnato ad una delle retrocesse dalla vechia C2, ma c’è la questione ripescaggi.
cosenza-ischia2Cosenza ed Ischia si ritroveranno di fronte anche nel prossimo torneo di Prima divisione
Alla fine ci siamo arrivati. Qualche anno fa sembrava una chimera, specialmente per l’elevato numero di squadre ancora iscritte a quella che una volta era la Serie C. La rivoluzione messa in atta dal presidente Macalli a colpi di Covisoc e bilanci è stata tanto selettiva quanto sanguinosa. Ci sono città che hanno visto due volte perdere la categoria di appartenenza a causa dei conti in rosso, altre invece che l’hanno spuntata nonostante diversi punti di penalizzazione. Ora, invece, la riforma della Lega Pro partirà per davvero. Per avere il quadro completo delle formazioni partecupanti bisognerà attendere la chiusura del campionato di Serie B e il completamento dei Play Off di Prima Divisione. Le finali di Prima e Seconda sono previste per il 13 giugno, stessa data per l’eventuale playput della Serie B.Al momento, sono 47 i club che hanno già maturato sul campo il diritto a presentarsi ai nastri di partenza al primo storico torneo della Lega Pro unica. A formare il lotto delle squadre ammesse in Prima Divisione Unica ci sono per adesso:
– le 2 retrocesse dalla serie B Juve Stabia, Reggina. Le altre 2 ancora da definire, ma oggi sarebbero il Padova e la perdente dello spareggio Novara-Varese.
– le 22 confermate dalla Prima Divisione, che quest’anno non prevedeva retrocessioni. Si tratta di AlbinoLeffe, Ascoli, Barletta, Carrarese, Catanzaro, Como, FeralpiSalò, Grosseto, Gubbio, L’Aquila, Lumezzane, Paganese, Pavia, Pontedera, Prato, Pro Patria, Reggiana, San Marino, Salernitana, Venezia, Viareggio e Vicenza. A questi se ne aggiungeranno altri 6 tra le otto impegnate nei playoff per la promozione in Serie B (Cremonese, Pro Vercelli, Savona e SudTirol nel girone A; Benevento, Frosinone, Lecce e Pisa nel girone B).
– le 16 promosse dalla Seconda Divisione: Alessandria, Bassano Virtus, Casertana, Cosenza, Foggia, Ischia, Mantova, Melfi, Messina, Monza, Real Vicenza, Renate, Santarcangelo, Spal, Teramo e Vigor Lamezia. A queste si aggiungeranno le 2 vincenti dei playoff tra le otto impegnate nella post-season (Forlì, Delta Porto Tolle, Cuneo e Torres nel girone A; Sorrento, Tuttocuoio, Aversa Normanna e Arzanese nel girone B).
– le 9 promosse dalla Serie D: Ancona, Giana Erminio, Lupa Roma, Lucchese, Matera, Pistoiese, Pordenone, Pro Piacenza e Savoia.
Come si vede, per arrivare a 60 ne manca da subito una. La Nocerina, radiata in corso di stagione per i fatti di Salerno, sarà probabilmente sostituita con la migliore delle retrocesse dalla Seconda Divisione in LND. Questo ragionamento non tiene conto, però, delle possibili esclusioni e/o rinunce correlate ai requisiti di ammissione alla Divisione Unica di terza serie nazionale. Si ha ragione di ritenere che saranno pesantissimi gli oneri economici da rispettare (si parla di una fideiussione che, da sola, potrebbe ammontare a 800mila euro) e che potrebbero essere molteplici le caselle da riempire per pareggiare il format. Ecco così entrare di nuovo in scena gli amati/odiati ripescaggi, a proposito dei quali vale la pena segnalare la recente inversione di rotta di Mario Macalli. Il presidente della Lega di Firenze, dopo aver espresso un secco parere negativo sull’ipotesi di procedere a ripescaggi dalla serie D nel prossimo campionato, sembra aver riaperto l’opzione nel momento in cui ha testualmente dichiarato che “il prossimo anno – qualora non si raggiungessero le 60 squadre – si procederà a dei ripescaggi con l’emanazione di una norma da parte del Consiglio Federale, ma le società che parteciperanno alla prossima stagione dovranno avere una struttura valida e solida”. Vista la cancellazione della Seconda Divisione di Lega Pro, quest’anno gli eventuali ripescaggi riguarderanno molto più da vicino la serie D. Una categoria resa a sua volta problematica dall’abnorme ipertrofia dei nove gironi in cui è suddivisa e che andrebbero equamente ridotti a sei per provare ad alzare il livello tecnico di quella che sarà comunque la quarta serie nazionale. (calciopresse.net)

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