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Nel nuovo Cosenza del Capp priorità ai centrocampisti

Nel nuovo Cosenza del Capp priorità ai centrocampisti

Il tecnico punterà ancora sul 4-3-3 o in alternativa sul 4-4-2. Ecco gli obiettivi di mercato che il futuro direttore sportivo proverà da subito a portare in rossoblù.
cosenza-teramo2Meduri e Corsi nel match col Teramo. Aspettano una chiamata dalla società (foto mannarino)
Messo nero su bianco l’accordo tra società e allenatore, prima di partire per il calciomercato resta da annunciare soltanto il nome del nuovo direttore sportivo. Dopo di che Cappellacci e probabilmente Meluso si metteranno a lavoro per allestire il Cosenza 2014-2015. L’idea di gioco dell’allenatore non si discosterà molto dai moduli utilizzati in stagione, vale a dire un 4-3-3 con due esterni molto offensivi e tre centrocampisti di gamba, oppure un 4-4-2 dove risulterà fondamentale il lavoro dei quattro laterali. Nelle intenzioni dei rossoblù c’è la volontà di rendere duttile l’organico in modo tale da poter ricorrere ad entrambi gli schemi a secondo i casi. Si cercherà da subito di dare qualità a centrocampo, probabilmente vero nervo scoperto dei Lupi nella stagione appena conclusa.
L’IMPORTANZA DEL REGISTA. Le chiavi di lettura sarebbero molteplici, ma Capp ha dimostrato di gradire molto l’utilizzo di una mezzala brava ad inserirsi e, perché no, a fare gol. In Seconda divisione è toccato a Criaco svolgere tali mansioni, tanto che proprio il calciatore di Gioia Tauro potrebbe essere uno dei riconfermati. Ad ogni modo, nel 4-3-3 il trainer abruzzese ha di sovente utilizzato un playmaker basso (Meduri o Castagnetti) quando questo è stato a disposizione. Facile pertanto prevedere che ne richieda uno in grado di poter orchestrare la manovra dettando i ritmi della partita. Discorso differente se scegliesse di posizionare un mediano di rottura dotato di buon fisico (alla Giordano) davanti alla difesa. In quel caso entrambi gli interni potrebbero avere caratteristiche leggermente più propositive.
IL PIU’ CLASSICO DEI MODULI. Nel 4-4-2 (o in una delle sue varianti, 4-4-1 o 4-2-3-1) diventerebbe invece prioritario individuare e portare subito al San Vito almeno due elementi complementari tra loro, che possano comporre la cerniera nella zona nevralgica del campo. Cappellacci ha dimostrato di non voler rischiare più di tanto con quattro pedine offensive (anche perché non aveva gli uomini adatti, ndr), concetto che probabilmente si ripeterà nella Lega Pro Unica visto l’obiettivo salvezza annunciato dal presidente Guarascio e dall’allenatore stesso. I due identikit dei calciatori sono quelli classici: uno forte sulle palle alte e a far schermo quando il match risulterà bloccato e si ricorrerà ai lanci lunghi, l’altro più bravo tecnicamente. Qui, tuttavia, cambierebbe subito il lavoro degli esterni, terzini compresi. Per non appiattire il gioco su soluzioni scontate e prevedibili, le corsie laterali diventerebbero autostrade per Alessandro e per i suoi colleghi. Avversari permettendo. (Luca Sini)

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