Tutte 728×90
Tutte 728×90

Occhiuto punta su Guarascio: “Può portarci in B e io non sono fautore di alcuna trattativa”

Occhiuto punta su Guarascio: “Può portarci in B e io non sono fautore di alcuna trattativa”

Il sindaco traccia un bilancio del triennio della società ripartita dai dilettanti, parla della futura convenzione tra Palazzo dei Bruzi e il club per la gestione del San Vito e aspetta il derby col Catanzaro: “Verrò in tribuna con la sciarpa. Ammiro il forte impegno nel sociale dei nostri tifosi”.
occhiuto allo stadioIl sindaco Mario Occhiuto al San Vito con la sciarpa il giorno del Centenario (foto mannarino)
A distanza di qualche anno, quando parla di calcio, il sindaco Mario Occhiuto lo fa con maggiore disinvoltura e senza il gravoso compito di dover garantire alla città lo spettacolo domenicale. Insomma, nessuna spugnetta a portata di mano pronta ad asciugare sudori freddi e nessun nodo alla cravatta da allentare. Nel 2011, appena eletto, si trovò subito a fronteggiare un’emergenza sociale importante dettata dalla scomparsa del Cosenza 1914. Oggi, invece, si gode il sole che splende sul San Vito e se pensa ai momenti di grande tensione vissuti negli anni della D, il bilancio che ha accettato di condividere ai microfoni di CosenzaChannel.it non può che inorgoglirlo.
Sindaco, soddisfatto dei tre anni di gestione Guarascio?
«Decisamente. All’inizio speravo con tutto me stesso che i rossoblù scalassero le categorie per tornare in Prima divisione in un batter d’occhio. Se l’obiettivo è stato raggiunto è grazie al lavoro certosino di tutti. Oggi posso affermare con certezza che la società è molto seria».
Tuttavia, per stessa ammissione dei dirigenti, non riesce ad entrare completamente nelle grazie dei tifosi. Che spiegazione si è dato?
«Credo che il perché vada ricercato nel modo di gestire il club da parte di Guarascio. Il presidente ha impostato il sodalizio in maniera più aziendale e meno avventuristica. Questo implica misure differenti e tempi ponderati. Scelte che pertanto suscitano poco clamore, ma che danno consistenza al club. In più lo spettacolo sportivo offerto dai dilettanti e in parte dalla Seconda divisione ha poco appeal. Da luglio sarà tutta un’altra musica».
Lei è spesso in contatto con Guarascio non solo per questioni sportive. Crede che possa essere l’uomo giusto per riportare in B il Cosenza?
«Il calcio non è una scienza esatta, ma le situazioni potrebbero evolversi in maniera positiva e ribadisco la grande serietà di chi guida la società».
Ha mai provato a far avvicinare altri imprenditori al Cosenza e che risposte ha avuto?
«Essere affiancato da nuove forze imprenditoriali è l’auspicio stesso di Guarascio, che vorrebbe condividere oneri ed onori. Ad oggi, però, non si sono trovati soggetti disponibili».
Qualcuno però sussurra che lei sia fautore di una trattativa…
«Io non sono mai fautore di trattative. Al massimo posso informare chi di dovere di un interesse espressomi. Allo stato attuale, inoltre, non so se siano in corso delle trattative a margine di qualche contatto iniziale. Non credo ci siano sviluppi».
Negli scorsi mesi si è parlato molto di una nuova convenzione tra Palazzo dei Bruzi e il Cosenza per la gestione del San Vito. Quali novità ci sono?
«Stiamo procedendo sulla strada giusta, vagliando le esigenze della società per renderle compatibili alle nostre e viceversa. L’idea di fondo è garantire maggiore autonomia al club perché lo stadio è la casa del Cosenza e di tutti i tifosi dei Lupi. Sarebbe bello renderlo sempre più partecipato».
A breve inizierà un campionato molto impegnativo. Cosa si aspetta dai Lupi?
«Altri successi, è chiaro. Il solco è stato tracciato nel periodo che ha condotto la popolazione a vivere la festa del Centenario in modo diretto e da protagonista assoluto. Nelle tante iniziative condivise dalla città, ma anche dalla provincia, sono venuti fuori i forti valori identitari che animano gli sportivi nostrani».
Il Cosenza giocherà il derby col Catanzaro, è pronto?
«Certo, sarà un’altra giornata di festa. Indosserò la sciarpetta rossoblù in tribuna sperando che si parli soltanto di calcio. Non nutro dubbi che ciò avvenga perché apprezzo di continuo gli impulsi autonomi e di forte impegno nel sociale che caratterizzano l’indole dei supporter».

Related posts