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Abolizione delle comproprietà, parlano gli esperti: “Penalizzati i piccoli club”

Abolizione delle comproprietà, parlano gli esperti: “Penalizzati i piccoli club”

Ursino: “Non potremo più permetterci Pettinari o Florenzi”; Maglia: “Le società dovranno valorizzare i propri settori giovanili”; Pagliuso: “Abolito un istituto tutto italiano, finite le lungaggini burocratiche”; Condò: “Bisognerà utilizzare formule alternative come il prestito con diritto di riscatto e controriscatto”; Pulice: “La norma influenzerà anche i bilanci futuri”.
cosenza-foggia4Un’azione di gioco dell’ultimo Cosenza-Foggia di campionato (foto mannarino)
Il Consiglio federale della Figc, su input della Federcalcio, ha abrogato nelle scorse ore l’istituto delle compartecipazioni dei calciatori. È stata definita da molti una vera e propria svolta epocale per il calcio italiano che in questo modo si allinea alla volontà del UEFA e a quanto già fatto all’estero in paesi come Francia o Inghilterra. Dalla prossima finestra di mercato, quindi, le società non potranno più acquistare giocatori in comproprietà e, risolvendo quelle ancora in atto nel termine massimo di un anno, metteranno fine a un istituto intorno al quale anche il fisco aveva messo il naso riscontrando non pochi dubbi sulla legittimità di alcuni contratti. Dal primo luglio in poi le uniche modalità di trasferimento saranno quelle dell’acquisto o vendita del cartellino e del prestito. Questa decisione ha fatto storcere il naso a parecchie società ed addetti ai lavori che a più riprese stanno manifestando la resistenza a questa rivoluzione. Soprattutto nella massima serie si riscriverà la storia di tantissimi club che di tale istituto ne avevano fatto una vera e propria ricchezza, una su tutti ad esempio l’Udinese. Ma cosa cambierà invece per le società calabresi di B e Lega Pro? CosenzaChannel.it l’ha chiesto a diversi operatori di mercato che hanno fornito risposte svariate indicando anche numerosi spunti di riflessione. I nostri interlocutori sono stati Beppe Ursino, ds del Crotone in lotta per la seria A; Fabrizio Maglia, ds della neopromossa Vigor Lamezia; Luigi Condò, la scorsa stagione al fianco di Ciccio Marino nel Cosenza Calcio; Luca Pagliuso, uomo mercato ed ex direttore amministrativo rossoblu; Pierluigi Pulice, agente di calciatori cosentino.
Beppe Ursino: Purtroppo credo che cambierà molto. Le società con l’istituto della comproprietà avevano una doppia possibilità: quella di riuscire a sistemare il bilancio e per le più piccole l’occasione di poter tesserare giocatori di un certo spessore come ad esempio per noi sono stati Florenzi o Pettinari che diversamente credo non ci saremmo potuti permettere. Ora, per il Crotone non credo che in questo mercato ci saranno condizionamenti particolari perché noi abbiamo usato spessissimo e lo faremo ancora la formula del prestito ma temo che da questo luglio in poi difficilmente le grandi società lasceranno partire giocatori importanti e questo potrebbe essere alla lunga un problema.
Fabrizio Maglia: Dipenderà tutto dall’organizzazione di ogni singola società, ma una cosa è certa: questa abolizione obbliga a rinforzare il proprio settore giovanile per cercare di garantire la sopravvivenza delle piccole anche se, paradossalmente, il movimento dei ragazzi potrebbe subire uno svantaggio perché le grandi squadre, non avendo più la possibilità di mandare questi ragazzi a crescere fuori avranno difficoltà a farli crescere. Noi oggi di comproprietà in piedi ne abbiamo ancora diverse e possiamo trascinarle ancora per un anno, poi bisognerà ricorrere ai prestiti anche se la formula del prestito secco per noi che facciamo del minutaggio una voce importante non so quanto potrà esserci utile o essere fattibile. Discorso diverso per il prestito con diritto di riscatto, ma questo dipenderà dai rapporti instaurati con le big e da quanto loro saranno disposti a concedere. Noi abbiamo contatti stretti ad esempio con Parma e Genoa, ma in sede di trattativa saranno tanti i conti da fare.
Luca Pagliuso: A mio modo di vedere credo non cambi molto. Il calciatore in compartecipazione deve sapere che questa regola era vigente solo nella nostra nazione: è stata una trovata italiana per definire il trasferimento qualora il prezzo del giocatore non fosse ben definito, ma quello che all’inizio era un meccanismo vincente alla lunga però era diventato pesante. Chi ha studiato per attualizzare il mercato italiano ha sgombrato il campo da inutili perdite di tempo, discussioni infinite tra club, accordi non trovati, centinaia di buste in Lega ogni anno e personale messo a lavorare solo su quello, lungaggini burocratiche che non avevano più motivo di esistere. Quello che cambierà è che verrà snellito il percorso, smontata la teoria del calciatore a metà e che, probabilmente, ci saranno prestiti più onerosi.
Luigi Condò:
Sicuramente qualcosa cambierà, soprattutto per i grandi club che saranno più restii a cedere i propri giocatori a società più piccole e con minore forza economica. La variante alla comproprietà rimane il prestito, una forma diversa ma altrettanto valida per società come ad esempio il Cosenza che trovando gli accordi giusti e con la formula del diritto di riscatto e contro riscatto potrebbe addirittura guadagnarci. Come sempre dipenderà tutto dai rapporti che si instaureranno con le società maggiori, chi li avrà più stretti e radicati avrà i giocatori migliori e i maggiori vantaggi.
Pierluigi Pulice: A mio modo di vedere credo cambierà molto, soprattutto a livello fiscale, di bilancio societario, perché le comproprietà erano un modo per attuare le famose plusvalenze, che hanno sempre avuto un forte appeal perché il costo sostenuto per l’acquisizione del giocatore era un attivo nel bilancio e quindi un costo che poteva venire spalmato in più anni senza pesare eccessivamente sulle casse. Per le società piccole sarà quindi uno svantaggio, perché oggi il calciatore o si vende o si presta e il prezzo quindi non sarà facilmente ammortizzabile come prima nel lungo periodo.  (Mariella Lonoce)

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