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Meluso al Cosenza: “Sono tornato a casa, un’emozione infinita”

Meluso al Cosenza: “Sono tornato a casa, un’emozione infinita”

Il nuovo ds: “Non faccio promesse per infiammare la piazza, ma lavoreremo su tutti i fronti. Chiederò degli osservatori per creare una rete di scout da mandare in giro per l’Italia. Il mercato? Sarà una squadra giovane con un’ossatura importante. Con Cappellacci abbiamo già individuato chi riconfermare”. Sul vivaio: “Patania grande professionalità, il settore giovanile torni veicolo sociale”. 
meluso e guarascioIl nuovo direttore sportivo Mauro Meluso con Eugenio Guarascio (foto mannarino)
Il giorno di Meluso al Cosenza è l’inizio della nuova stagione. Con un mese di anticipo i rossoblù entrano d’impeto nella Lega Pro Unica completando il mosaico dirigenziale con la presentazione alla stampa del nuovo direttore sportivo. “Sono orgoglioso di essere tornato nella mia città natale e ringrazio chi mi ha scelto e chi mi ha preceduto. Ha ottenuto ottimi risultati non senza difficoltà, ma il traguardo è stato tagliato. Non ho mai giocato o lavorato per il Cosenza Calcio, ecco perché questo incarico mi riempie di orgoglio e responsabilità. La responsabilità morale va certamente al di là quella professionale. La voglia di fare le cose per bene è primaria rispetto a qualsiasi altro aspetto. Il primo concetto che mi ha espresso il presidente quando ci siamo incontrati è stata la cosentinità. Mi sento a casa, pertanto: oggi finalmente posso dire di essere tornato. Al presidente mi accomuna la voglia di fare un calcio normale, cioè pulito e con i veri valori dello sport. Non ho la presunzione di promettere mari e monti, ma c’è l’intenzione di costrutire e di crescere insieme. Per raggiungere degli obiettivi deve esistere un percorso e una politica fatta di piccoli passi. Avere una proprietà solida significa portare a casa risultati anno per anno e non cercare di ottenere tutto e subito”. Adesso è tempo di rimboccarsi le maniche. “E’ prioritario l’allestimento della squadra in concerto con Cappellacci, ma chi fa il mio mestiere alla fine si interessa di ogni aspetto del club. Quanto ha pesato Cappellacci nella mia scelta? Beh, sapere che c’era un allenatore che stimavo ha accelerato il matrimonio. Conoscevo Roberto per averlo provato a portarlo a Frosinone nel 2012-2013. L’ho studiato molto, mi piace”. Il contratto è di durata annuale. “Sì, scadrà a giugno 2015. Si tratta della politica dei piccoli passi di cui parlavo prima: ci studieremo a vicenda. Non voglio infiammare la piazza promettendo la Serie B, ma andare con calma e per gradi. Il buon lavoro fatto dai miei predecessori è evidente: la società non è appesantita da contratti onerosi”. Il mercato sta per partire: “Ho l’abitudine di coinvolgere il tecnico nelle scelte: sarà una squadra giovane con un’intelaiatura importante. In più abbiamo già parlato con qualcuno per eventuali riconferme, Cappellacci sa chi indicarmi. Teniamo ben presente che il prossimo sarà un torneo diverso dai precedenti sebbene anche due anni fa si sia ottenuta una vittoria poi non premiata nei fatti (la vittoria dei playoff di D, ndr)”. Grande importanza anche per il settore giovanile: “Il vivaio deve avere strutture e istruttori: soltanto così tornerà ad essere un valore sociale. Il presidente ha dato però un segnale di cambiamento prendendo un professionista come Patania. Il mio passato nella Panebianco? – dice emozionandosi – Mi viene spontaneo ricordare persone che per me hanno significato tanto quali Santino Palermo. Viaggio indietro nel tempo e ricordo i campionati cittadini che erano la vera aggregazione sportiva”. Così su eventuali contatti con le Primavere dei sodalizi di Serie A. “Credo poco a questo tipo di collaborazione dirette, ognuno deve avere una propria identità e mantenere buoni rapporti. Insomma si guarderà ai singoli casi. L’abolizione delle comproprietà? Era un’anomalia nostra, un istituto giuridico italiano che comportava dei problemi quando si verificavano delle transazioni internazionali. Ragionando in ottica Cosenza, non cambia nulla perché non esistono casi del genere in essere”. All’orizzonte l’inserimento nel girone più meridionale della Lega Pro e il confronto con corazzate economiche. “Sappiamo che il girone C sarà difficile, ma non esiste un target di calciatore da ingaggiare. Dobbiamo prendere elementi bravi ad inserirsi in un contesto tecnico già delineato. Faccio questo mestiere da 17 anni e viaggio molto oltre ad usare Wy-scout: chiederò una piccola struttura con persone che girino l’Italia. Avere osservatori in maniera da creare una rete di scouting significa investire nella ricerca”. C’è spazio anche per affrontare il tema del poco pubblico sugli spalti. “Le presenze al San Vito sono in tendenza con il trend nazionale a causa di una lunga serie di motivazioni, non ultimo quello degli stadi vecchi e scomodi. A Cosenza la passione c’è, nel giorno del Centenario si è vissuta una partecipazione popolare evidente: qualcosa che cova sotto la cenere esiste quindi. I dati dell’affluenza non mi preoccupano, anche perché i risultati sportivi sono arrivati eccome”. (Luca Sini)

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