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Riecco Patania, gestirà il settore giovanile. “Vi spiego come lavorerò…”

Riecco Patania, gestirà il settore giovanile. “Vi spiego come lavorerò…”

L’ex tecnico rossoblù coordinerà il progetto di rinascita del vivaio: “Serve autonomia tecnica ed economica, io ho già parlato con le scuole calcio della città e della provincia: basta vedere ragazzi del posto affermarsi altrove, valorizziamoli noi”.
patania d indicazioniEnzo Patania nella sua ultima esperienza sulla panchina del Cosenza nel 2011 (foto mannarino)
Enzo Patania torna a casa-Cosenza dalla porta principale. Nella sua carriera è la terza volta che il tecnico lavora con i rossoblù, la seconda con Guarascio, ma stavolta torna a farlo ricoprendo il ruolo in cui riuscì meglio in rivo al Crati. Starà a stretto contatto con i ragazzi, gestirà infatti il settore giovanile dei Lupi con la speranza di rivivere altre stagioni magiche come quelle che ad inizio anni ’90 permisero all’allora 1914 di lanciare talenti come Morrone, Cristante, La Canna, Morello, Paschetta, Florio e la stella mondiale Stefano Fiore. Patania guidava la Primavera e i risultati furono talmente evidenti che da lì a poco fu chiamato su tante panchine in giro per l’Italia, fino a chiudere la sua carriera da tecnico proprio nel 2011 in una sfortunata parentesi alla Nuova Cosenza appena nata. Conosce da tempo Mauro Meluso al quale è legato da un rapporto di grande stima: insieme stanno costruendo la prossima stagione. “Sono convinto che un investimento va fatto per garantire il futuro di una società che vuole programmare qualcosa di importante – ha detto dalle colonne della Gazzetta del Sud – Avere un settore giovanile forte è un punto di partenza importante. Il mio lavoro è alimentato da un’unica filosofia: non si può andare avanti senza mete e senza obiettivi, una società professionistica come il Cosenza deve programmare e progettare la strada da percorrere”. Per invertire la rotta della fallimentare gestione del vivaio nell’era post-Candelieri, è già pronto un piano. “Abbiamo avviato contatti con tutte le scuole calcio di Cosenza e provincia. Le ho riunite attorno ad uno stesso tavolo: bisogna creare un rapporto con queste realtà locali che sono fondamentali. Non è concepibile che i ragazzi di Cosenza e dintorni vadano a tesserarsi fuori, il prodotto bisogna crescerlo in casa e soprattutto modellare una cultura societaria, un ponte tra settore giovanile e prima squadra. Proprio per questo il settore giovanile dovrà avere autonomia tecnica ed economica. Il mio menù prevede una serie di stage per rivedere alcuni gruppi di ragazzi, intavolare trattative con le scuole calcio senza il coinvolgimento dei genitori come avviene adesso. Si riparte da zero, vorrei dare la mia modesta esperienza a Guarascio e al Cosenza: lo meritano”. (co. ch.)

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