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La nuova sfida di Macalli: “Strutture all’avanguardia e polifunzionali”

La nuova sfida di Macalli: “Strutture all’avanguardia e polifunzionali”

Il presidente della Lega Pro: “I gironi? Al nord c’è tanta imprenditoria, al sud molta passaione: terremo conto di tutto. Le società devono strutturarsi e cambiare filosofia come stanno facendo Monza, Cremonese e Catanzaro”.
macalli okIl presidente della Lega Pro Mario Macalli ha un nuovo obiettivo da centrare al più presto
“C’è solo un modello possibile: come in un processo di evoluzione genetica resteranno soltanto le realtà che oltre al fattore sportivo ed economico, sapranno far emergere l’elemento organizzativo e strutturale. Chi non ci riuscirà, è destinato a scomparire”. Inizia così la lunga intervista rilasciata questa mattina dal presidente della Lega Pro Mario Macalli al Corriere dello Sport in occasione di un forum in redazione. Il numero uno della terza serie nazionale ha un nuovo obiettivo da centrare dopo aver rivoluzionato tutto il possibile: “Si pone il problema di cambiare filosofia e la mia nuova sfida è puntare forte sulle strutture. Ogni club deve pensare ad uno stadio applicato al suo contesto e deve aggiungere alla sua fonte di reddito annuale, botteghini e sponsor, quella sostanziosa di una struttura aperta sette giorni su sette. L’idea è di poter offrire servizi mirati come palestre, centri benessere, spazi commerciali ed aree per ospitare concerti o spettacoli di altro genere. Chi realizzerà ciò resisterà nel tempo. Questo, è ovvio, presuppone una rivoluzione culturale. Viceversa non potremo mai stimolare le famiglie e i ragazzi a frequentare gli stadi”. Da più parti gli viene mossa l’accusa di aver creato un campionato d’elite, ma la risposta è secca: “Se ci fossero le risorse mi piacerebbe avere 150 compagini ai nastri di partenza e non 60. Per queste, inoltre, bisognerà vedere cosa accadrà al momento delle iscrizioni. C’è una spada di Damocle chiamata fidejussione: ogni società deve portarne una da 600mila euro e le banche quando vedono un dirigente calcistico entrare nei loro istituti chiedono titoli di garanzia per centomila euro in più, dopo di che indicano l’uscita. Ad ogni modo sono convinto di poter stilare i calendari senza una “x”. Una va ripescata per forza e i criteri decisi dalla Figc sono chiari”. Ancora sibillino per quanto concerne la composizione dei gironi: “C’è tanta imprenditoria al nord e tanta passione al sud. I tre gironi verranno fuori da tanti fattori, daremo retta ad ogni elemento”. Il presidente poi passa ad elogiare alcune singole squadre: “Prendete l’Entella: il presidente Gozzi ha scelto di vincere non spendendo valanghe di soldi sul mercato, ma con un’organizzazione tecnica, strutturale e societaria che lo ha supportato al successo. Al nord si stanno attrezzando Cremonese e Monza, al sud fanno altrettanto Catanzaro, Benevento e Barletta”. Chiusura dedicata ai giovani: “Non diciamo a tutti i costi di dover puntare sui ragazzi, ma negli organici abbondano gli esempi di calciatori messi lì a vivacchiare e che farebbero meglio a cambiare mestiere. Gli stranieri? Se compri un calciatore dal Catanzaro pagandolo 100mila euro devi pagarlo mettendoci su una fidejussione, se ne compri uno all’estero che costa tre milioni la fidejussione non serve. Se la Federazione non porrà rimedio lo spostamento verso l’estero non si arresterà più”. (co. ch.)

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