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Cappellaccci: “Mi sento più cosentino che mai”

Cappellaccci: “Mi sento più cosentino che mai”

Il tecnico rossoblù parla dopo che la società lo ha accontenato allargandogli lo staff: “Migliorato il gruppo di lavoro, una squadra di fiducia e di grande compattenza”.
cappellacci a casertaRoberto Cappellacci durante la prima trasferta dello scorso campionato a Caserta
Da sito ufficiale del club torna a parlare il tecnico del Cosenza Roberto Cappellacci. “Con la nuova organizzazione dello staff tecnico si concretizza la mia ferrea volontà di allargare e migliorare il gruppo di lavoro. Una squadra di fiducia e, credo, di grande competenza che ci permetterà di crescere e di affrontare al meglio la stagione che è alle porte. Abbiamo integrato lo staff con un altro preparatore atletico, Oscar Piergallini, dedicando Roberto Bruni al ruolo di coordinamento tra la squadra e lo staff medico. Ciò è stato possibile grazie alla capacità e alla disponibilità di Roberto. Così facendo ritengo che vengano colmate delle lacune notate nella passata stagione. Abbiamo sostituito Franco Viola, che ringrazio per il lavoro svolto e la passione dimostrata, con Federico Orlandi, alla prima esperienza da allenatore dei portieri. Una scelta da me voluta, sicuro delle qualità tecniche, della personalità e delle prospettive di Federico. Rimane il “buon vecchio” Ianni come allenatore in seconda, mentre non siamo riusciti ad affidare l’incarico di collaboratore tecnico alla persona che avevamo individuato, Brunello Trocini, perché nel momento in cui siamo andati a definire la composizione dello staff si era già accordato con altra Società. Come promesso, nei prossimi giorni sarò di nuovo disponibile al confronto con i giornalisti, ma considerate le polemiche che hanno animato questo periodo, tengo a precisare che mi sta a cuore il Cosenza tanto quanto ai tifosi rossoblù e che oggi, a distanza di un solo anno da quando sono arrivato in città per la prima volta, ma con tante emozioni già vissute con questi colori, mi sento più “cosentino” che mai…”.  (Salvatore Mannarino)

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