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Cosenza, quando il calcio diventa leggenda

Cosenza, quando il calcio diventa leggenda

Non sarà il campionato delle tv o di internet, ma dell’esultanza strozzata di Federico Bria e del serpentone rossoblù in direzione Via del Mare. Sarà il torneo degli stadi pieni.
nuclei sconvoltiLa Curva Sud Donato Bergamini con i Nuclei Sconvolti all’opera nei primi anni ’90
Alzi la mano chi non avrebbe desiderato un girone tutto meridionale, pieno di derby e di rivalità la cui origine si perde nella memoria di ogni tifoso. Catanzaro, Reggina, Salernitana, Lecce, Messina e Casertana; e poi ancora Foggia, Benevento, Barletta e Juve Stabia, in un attimo sembra di ritornare indietro agli anni 80, gli anni delle trasferte libere, degli esodi al “Militare” o al “Granillo” o al “Via del Mare” quando sulle rotte meridionali viaggiavano sogni di B e giocatori entrati nel mito dei tifosi rosso blu. Il boato del San Vito al gol di Aita, l’esordio con gol di Gabriele Messina in quel di Reggio, la preziosa e fondamentale vittoria a Salerno con la rete di Padovano e l’esultanza strozzata di Federico Bria alla radio, il gol impossibile di Padovano o i 5-0 ripetuti contro i satanelli foggiani; non da meno le cocenti delusioni delle sconfitte mai digerite, i derby della delusione e i sogni infranti in terra salentina. Certamente oggi è un altro calcio, il calcio dei tornelli e della tessera del tifoso, il calcio dei conti economici e delle esasperanti valutazioni finanziarie prima che calcistiche. Ma tutto questo non può e non deve mutare la passione del tifoso, l’emozione che solo il calcio nelle sue forme più belle può scatenare nel cuore dei suoi innamorati. Un continuo evolversi di gioia e dolore, di esultanze e delusioni che può regalare una palla che gonfia la rete giusta o quella, purtroppo, sbagliata. Con la pubblicazione dei gironi tutto l’orgoglio dell’appartenenza si è improvvisamente destato quasi come se non si attendesse altro per rispolverare quella sciarpa riposta o quella bandiera arrotolata: ognuno di noi ricorda l’episodio e brama una vittoria più importante, forse, di un intero campionato. Questo non è il calcio delle televisioni o di internet, questo è il calcio dei tifosi, degli spalti gremiti, delle bandiere e degli striscioni. È il calcio del cuore e della passione, l’unico in grado di far piangere e urlare, il nostro calcio. Ed allora adelante Cosenza, l’avventura è iniziata, affascinante e vibrante da vivere tutta in un solo fiato. (Antonio Pallo)
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