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Cosenza, un secondo tempo da applausi

Cosenza, un secondo tempo da applausi

– di Piero Bria – 
Dopo un buon approccio, i rossoblù sono calati a livello mentale per poi cambiare volto al match grazie alla zuccata di Magli. Nella ripresa tanto di cappello per organizzazione e compattezza.
ciancio e alessandro a salernoUna sovrapposizione di Ciancio nel primo tempo con servizio di Alessandro (foto mannarino)
Il Cosenza visto ieri pomeriggio all’Arechi è globalmente da promuovere perché ha interpretato la partita a dovere, specialmente quando gli eventi sembravano condannare i rossoblù ad un’inesorabile sconfitta. Ne è venuto fuori un pareggio più che positivo in considerazione della prova caratteriale offerta da Blondett, capitano con Mosciaro in panchina, e compagni. L’approccio, in uno stadio tradizionalmente ostile come l’Arechi gremito da 10mila persone, è stato buono. Calderini ha subito cercato di scrollare di dosso alla squadra quel pizzico di ansia da prestazione che in casi del genere è quasi fisiologica. Il collettivo, però, incassato il gol grazie ad un’invenzione di Gabionetta, è calato a livello mentale soffrendo molto i padroni di casa. I Lupi giocavano al cospetto di una delle più serie candidate al salto di categoria, che ha investito cinque volte il budget di Guarascio e che per di più esordiva in casa, pertanto il rischio di incappare in una debacle era concreto. La sofferenza derivava da un giro palla difensivo insufficiente che talvolta permetteva un pressing alto dei granata. Gli uomini di Cappellacci, tuttavia, sono stati bravissimi a concretizzare l’unica vera occasione capitata fino a quel momento. Come lo stesso Capp ha sottolineato in sala stampa, è nata quasi per caso, ma ha cambiato volto al match. Un indemoniato Calderini, che a differenza di Cori ha fatto reparto da solo, si è reso autore di una bella azione personale sfiorando il bis e trasmettendo coraggio alla squadra. Tanto di cappello, invece, nella seconda frazione di gioco con un undici piazzato a meraviglia sul rettangolo di gioco. Retroguardia alta, centrali difensivi stretti, Criaco che non badava a fronzoli e Sassano che è cresciuto col passare del tempo. Insomma, il Cosenza si è mostrato all’altezza della Salernitana, facendo registrare nella parte iniziale della ripresa un maggiore possesso palla. Anche in inferiorità numerica, infine, nessun forcing degli uomini di Menichini: solo innocui lanci lunghi, facile preda di Blondett e Tedeschi. E’ un buon inizio per il Cosenza, chiedere di più sarebbe stato difficile. Ma al San Vito sanno benissimo che c’è tanto da lavorare, magari con qualche novità dal calciomercato dove da stamattina c’è anche il ds Meluso.
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