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Cucciari: “Al San Vito presi una traversa con la Samp. Ora torno con la Lupa Roma”

Cucciari: “Al San Vito presi una traversa con la Samp. Ora torno con la Lupa Roma”

Il tecnico capitolino: “Il Cosenza avvertono già la pressione della classifica, ma non si possono dare giudizi dopo tre giornate. Conosco il Capp dai tempi del Modena: ho grande stima di lui perché è una persona di valore. A volte da situazioni del genere alla lunga si traggono benefici”.
cucciari luparomaIl tecnico della Lupa Roma Alessandro Cucciari all’esordio contro il Lecce (foto luparoma.it)

La Lupa Roma, prossima avversaria del Cosenza, è al momento una delle sorprese di questa prima parte della stagione. La terza squadra della capitale infatti ha ottenuto tre risultati utili consecutivi nelle prime tre uscite ufficiali attestandosi al momento in cima alla classifica insieme alle corazzate del campionato Catanzaro, Salernitana e Benevento. Alla guida della compagine una vecchia conoscenza dei rossoblu, mister Alessandro Cucciari, avversario ai tempi della serie B con le maglie di Lecce, Modena e Sampdoria. CosenzaChannel.it con lui parte proprio dagli anni d’oro chiedendo al trainer biancazzurro (e giallorosso) l’ultimo ricordo al San Vito. “Ho tanti ricordi belli di quegli anni perché si giocava un calcio importante seppur magari in serie B, ma per mia fortuna e onore ero in società che vivevamo la loro reale dimensione e quindi la loro massima espressione a livello calcistica. Al San Vito ricordo in particolare una partita col la Samp che terminò sullo 0-0 e la ricordo perché allo scadere del tempo regolamentare mi capitò una punizione da buona posizione: l’arbitro mi disse che avrebbe fischiato da lì a breve la fine ma cercai di sfruttare lo stesso l’occasione. Purtroppo presi l’incrocio dei pali. C’era un portiere altissimo, credo si chiamasse Micillo, e non riuscii a violare la sua porta con grande rammarico. Quell’anno noi puntavamo al salto di categoria che arrivò poi la stagione successiva e quindi insomma, potete immaginare…”. Il progetto della Lupa Roma è molto accattivante, almeno visto dall’esterno. “La Lupa Roma è un progetto nato quattro anni fa quando il nostro presidente è subentrato in un’altra società , la Lupa Frascati, cambiando quindi sia il nome che la sede sportiva. Si è passati da quella dei Castelli Romani a quella attuale del municipio di Ostia. Lupa Roma perché vuole, o vorrebbe, rappresentare la terza squadra di Roma provando quindi a raccogliere le simpatie di entrambe le tifoserie romane, ma anche raccogliere gli appassionati che semplicemente amano il calcio e le persone radicate nel municipio di Ostia che, per intenderci, raccoglie più o meno 300mila abitanti. Il nostro obiettivo sul campo invece è quello di assestarci in Lega Pro senza alcuna velleità di categorie superiori; per raggiungere questo obiettivo il presidente ha cambiato in questi anni società, dirigenza, tecnici ed abbiamo raggiunto insieme un obiettivo importante e che oggi ci rende orgogliosi di partecipare a questo torneo. Se qualcuno mi avesse detto che dopo tre giornate saremmo stati in testa alla classifica non ci avrei creduto, è stata una sorpresa per noi ma è chiaro che la voglia di far bene c’è e probabilmente, rispetto ad altre squadre, siamo stati agevolati dal fatto di aver mantenuto un blocco di ragazzi dallo scorso anno nonostante il salto di categoria”. Il marchio di fabbrica è il 4-3-3. “Non l’ho ereditato da nessuno. Mi spiego meglio: lo scorso anno sono partito con il 4-2-3-1 e solo alla fine della stagione sono passato, per esigenze di squadra, al 4-3-3. Non si tratta di avere moduli preferiti, pertanto, si tratta di rispondere alle varie esigenze. Credo che l’intelligenza dei tecnici di nuova generazione sia proprio questa, quella di non intestardirsi con i moduli, ma capire che sono proprio questi ultimi a doversi adattare alla squadra e mai in funzione del’ avversario che si ha di fronte, perché un’identità bisogna pur averla”. In avanti fanno paura i gol di Tajarol. “Abbiamo tanti bravi giocatori e molti di loro si trovano per la prima volta ad affrontare questo campionato: è una grossa chance e noi puntiamo molto sulle motivazioni.Tajarol è uno di questi ragazzi, ha 33 anni ed ha vissuto una vita tra i dilettanti facendo cose straordinarie. È più che un bomber, è un giocatore importante perché ha qualità, ha tecnica, fa salire la squadra e gioca con entrambi i piedi, è un finalizzatore”. Il match del San Vito potrebbe essere bloccato tatticamente. “Mi aspetto una gara difficile, come tutte. Loro vivono un momento di difficoltà ma spesso è proprio in questi momenti che la squadra esce fuori al meglio. Il Cosenza ora ha pressione perché incomincia a sentire già il peso della classifica, ma tutti potremmo ritrovarci a vivere questo momento. Io ho avuto modo di vedere qualche partita e credo sia una buona squadra che magari ogni tanto ha qualche distrazione, come tutte ne abbiamo, pagate però a caro prezzo. Io conosco bene Roberto Cappellacci, conosco il suo valore, abbiamo giocato insieme a Modena e ho grande stima di lui. E’ un allenatore molto bravo e di certo una stagione non può delinearsi dopo appena tre partite. Noi faremo la nostra gara a viso aperto, provando a fare risultato, la squadra è in salute, abbiamo da valutare le condizione di Leccese, un nostro attaccante, ma speriamo di giocare 90 minuti alla grande”. (Mariella Lonoce)
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